| I movimenti complessi che contraddistinguono la tecnica del decatleta di alto livello |
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Differenziazioni e similitudini tra generazioni di giovani multiatleti 2007 formato Word |
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| DALL'EPTATHLON AL DECATHLON FEMMINILE |
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La nuova specialità multipla femminile, il decathlon, fin dalle prime discussioni presentava pareri discordi tra gli esperti, allenatori e studiosi dell’atletica, anche la statistica diceva che le giovani atlete preferivano l’eptathlon, mentre le più favorevoli al decathlon erano naturalmente le saltatrici con l’asta. Gli “addetti ai lavori” comunque sottolineavano che l’atletica femminile era in fermento, in continua evoluzione e prima o poi si sarebbe arrivati anche al decathlon femminile, ma con le necessarie modificazioni:
Esempio: Per due semplici ragioni, per non far gareggiare nello stesso giorno uomini e donne nell’alto e nell’asta e per permettere alle donne di partecipare in freschezza alle prime due gare di alto contenuto tecnico come la corsa ad ostacoli ed il salto con l’asta. Per quanto riguarda i tempi
d’attuazione, le risposte erano varie, a parte coloro che erano più
o meno contrari, si conveniva di fare esperienza prima possibile nei propri
Paesi con Campionati nazionali e solo successivamente, dopo un periodo minimo
di quattro anni, inserire il decathlon nelle gare internazionali (Coppa Europa,
Europei, Campionati del Mondo ed Olimpiadi).
Congresso IAAF di Parigi 2003 Sembra che anche l’ultimo bastione degli uomini sia caduto, il programma delle PM degli uomini e delle donne è identico. La IAAF dopo anni di riflessioni, discussioni e valutazioni, al congresso di Parigi 2003 ha deliberato di riconoscere dal 01 gennaio 2004 la nuova specialità femminile secondo quanto già deciso ufficialmente al congresso di Edmonton 2001: Decathlon femminile: Ora alle varie nazioni non resta altro che provare,
valutare e studiare, accettare o non accettare la nuova specialità femminile
ed, in caso affermativo, cercare i talenti e programmare il futuro. Ma ci sono anche voci favorevoli a provare, a sperimentare,
a valutare: Anche tra le stesse atlete c’è scetticismo e
divisione: Paura dei 1500m , asta e disco? Rolf Geese , decatleta del passato e docente
universitario per la Scienza dello Sport a Goettingen (GER) scrive sulla rivista
IAAF del 15 febbraio 2000: Decathlon anche per le giovani? 03-04 agosto Campionati del mondo
d’Atene Eptathlon 6406 pt. * miglior prestazione mondiale nel decathlon con sequenza maschile. Konrad Lerch organizzatore del Meeting di PM di Goetzis e membro del gruppo di lavoro del decathlon femminile nella IAAF non vuole mettersi alla testa degli organizzatori che propongono alle donne il decathlon , ma prende le distanze “ammetteremo a Goetzis le decatlete solo quando la IAAF avrà deliberato definitivamente”. La risposta delle atlete a questa nuova offerta agonistica deciderà del futuro della nuova specialità. Lerch: “i record del mondo saranno riconosciuti fin dal 2003 se raggiungeranno almeno un certo punteggio” L’inserimento nel programma dei Campionati seguirà poi, se verrà accettata. “Particolarmente per i 1500m non avremo certo una buona immagine” Lerch esprime così il suo personale scetticismo. Le direttive del gruppo di lavoro della IAAF ha stabilito le seguenti scadenze:
1. Generalità sulla specialità.
Le finalità di questo lavoro è quello di presentare la specialità sotto vari aspetti - storico - tecnico - metabolico - psicologico - programmatico per capire: Come nella vita, anche nello sport le donne hanno raggiunto lentamente la parità con gli uomini dopo anni ed anni di disquisizioni etiche, fisiologiche e tecniche. Ai primi Giochi Olimpici moderni le donne non sono presenti, solo ad Amsterdam nel 1928 si cimentano le prime atlete in cinque gare: le corse dei 100 ed 800 m., il salto in alto, il lancio del disco e la staffetta veloce. Nel 1932 a Los Angeles le gare femminili diventano sette con l’inserimento della corsa veloce ad ostacoli ed il lancio del giavellotto. Nel dopoguerra a Londra sono inserite nel programma olimpico femminile i 200 m., il salto in lungo, il lancio del peso e, dopo ben 16 anni, nel 1964 a Tokio, i 400 m. e finalmente la prova multipla, il pentathlon. Dopo altri 8 anni alle Olimpiadi di Monaco ci sono i 1500 m. e la staffetta del miglio, infine nel 1984 a Los Angeles i 400 m. ad ostacoli, i 3000 m., la maratona e l’eptathlon , che con i 200 m. ed il lancio del giavellotto, rispettivamente nella prima e nella seconda giornata di gara, sostituisce il pentathlon. Nel 1996 ad Atlanta i 5000 ed i 10000 sostituiscono i 3000 m. e la novità è il salto triplo. Il salto con l’asta femminile entrerà a far parte del programma olimpico solo a Sidney 2000. E per il decathlon?
Negli anni successivi si dedica con successo al basket ed al golf. In Italia, la velocista veneta Olga Barbieri della Pro Patria Libertate di Busto Arsizio si aggiudica il primo titolo nazionale in una gara di pentathlon addirittura nel 1926 a Dalmine con i seguenti risultati tecnici: m.3,80 nel salto misto (superando un’altezza fissa di 50 cm.), 20,24 m. nel lancio del giavellotto, 11” e 2/5 nei 75 m., 18,32 m. nel lancio del disco ed arriva seconda nei 250 m. (il punteggio è a piazzamento e calcolato in 12 penalità!). Successivamente si mette in luce Piera Borsani del Cotonificio Cantoni Castellanza, che nel periodo 1927-1931 si distingue in tutti i lanci e partecipa a Londra nell’agosto del 1934 al pentathlon classificandosi settima con 221 pt. : 100 m. in 13” e 2/5, lungo 4,65 m., giavellotto 29,85 m. nella prima giornata, peso 9,88 m. ed alto 1,38 m. nella seconda giornata.
Dal 1935 al 1946, in base alla tabella nazionale
Giacchero e Scolari si mette in luce ancora una lanciatrice , Amelia Piccinini della Società La Piccinini è per ben tredici volte primatista nazionale del getto del peso ed argento ai Giochi Olimpici di Londra 1948 con la misura di 13,095 m. Varianti e tabelle di punteggio. Il pentathlon con le gare in due giornate: E’ la prima combinazione di gare. La prima variante.
Nel 1948 l’olandese Fanny Blankers Koen detiene i record mondiali dei 100, 80 ostacoli, salto in alto e salto in lungo e vince ben quattro medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Londra nei 100, 200, 80H e 4x100 m. Il pentathlon ancora non fa parte del programma olimpico.
Dal 1953 al 1960 il record mondiale è riserva sovietica, nel 1959 sale alla ribalta Irina Press, primatista mondiale ed oro ai GO di Roma 1960 negli 80 m. ad ostacoli. Dopo la successiva terza variante,
la Press vince il primo pentathlon olimpico femminile nel 1964 a Tokio con 5.246
pt. ed i seguenti risultati tecnici: In Italia, nel triennio 1953-55 si mettono in luce l’ostacolista piemontese Maria Musso ed ancora una lanciatrice, la romana Paola Paternoster dell’Urbe Roma che il 23 ottobre del 1955 a Forlì porta il record nazionale del pentathlon a 4.135 pt. La Paternoster nel quadriennio 1956-59 è primatista nazionale in tutti e tre i lanci e nel salto in alto, infine nel novembre del 1960 migliora ancora il record nazionale di pentathlon con 4.179 pt. Dall’anno 1963, in Italia c’è un cambio importante: le caratteristiche morfologiche e dinamiche delle pentathlete si spostano decisamente verso le saltatrici-ostacoliste e non più verso le lanciatrici. Prima la veneta Magalì Vettorazzo,
più volte primatista e campionessa nazionale di salto in lungo, nel 1963 raggiunge
4.338 pt. e poi Maria Vittoria Trio della Libertas Torino che
nel quinquennio 1964-68 porta il record nazionale di lungo dai 6,12 di Magalì
a 6,52 m. ed il record del pentathlon a 4.840 pt. La quarta variante cambia solo la distanza, l’altezza ed il numero degli ostacoli: dagli 80 m. con 8 ostacoli alti 76 cm. ai 100 m. con 10 ostacoli alti 84 cm. In campo mondiale si mettono subito in evidenza l’austriaca Liese Prokop ed infine la tedesca dell’Est Burglinde Pollak con il “doppio record mondiale” ad Erfurt nel 1970, 5.406 pt. con la vecchia tabella e 4.775 pt. con la nuova tabella. Nel 1973 la Pollak incrementa il suo record con 4.831 pt. a Sofia e 4.932 pt. a Bonn. In Italia ritroviamo la Vettorazzo, passata alla Snia Libertas Torino, la Giuli del Cus Roma, ancora una saltatrice in lungo Barbara Ridi del Cus Firenze, allenata da Bruno Betti e da Rinaldo Calcini, che nel 1971 è campionessa di salto in lungo e pentathlon. Nel 1972, a soli 19 anni, vince il titolo di pentathlon la nuova stella del salto in alto nazionale, Sara Simeoni allenata a Verona da Walter Bragagnolo.
La quinta variante sostituisce i 200 con gli 800 m. Nel mondo ritorna il dominio sovietico con Nadezhda Tkachenko che dopo i 4.839 del 1977 sale a 5.083 pt. ai Giochi Olimpici di Mosca 1980, che rappresentano tuttora il record mondiale di pentathlon femminile in una sola giornata con i seguenti risultati tecnici: 100H in 13”29, peso 16,84 m., alto 1,84 m., lungo 6,73 m. e 800 in 2’05”2 In Italia la Bottiglieri nel maggio 1977 al Meeting internazionale di prove multiple di Brescia porta il record nazionale di pentathlon a 4.222 pt. con i segg. risultati tecnici: 1a Giornata: 100H in 14”1, peso 11,83 m. ed alto 1,68 m. 2a Giornata: lungo 5,93 m. e 800 in 2’15”8 Poi si dedica ai 400 m. ed alla nuova specialità femminile i 400 m. ad ostacoli raggiungendo tre record nazionali dal 1977 al 1980. Nel triennio 1978-1980 è campionessa
nazionale l’altoatesina Barbara Bachlechner della SSV di Brunico, allenata
da Gert Krepaz. Fino al 1984 il record mondiale è delle atlete della GDR, prima Ramona Neubert Goehler e poi Sabine Paetz Muebios con 6.946 pt. nel 1984 a Potsdam.
Il record europeo è della sovietica Larissa Nikitina che a Bryansk nel 1989 ottiene il secondo “oltre 7000” di tutti i tempi, precisamente 7.007 pt. con un salto in lungo fortunoso di 6,73 m. aiutato da un vento a favore di 4 m. In quest’ultimo periodo sono da menzionare alcune grandissime atlete come la siriana Ghada Shouaa, campionessa olimpica ad Atlanta 1996 e vincitrice nello stesso anno al meeting internazionale di prove multiple di Goetzis (Austria) col personale di 6.942 pt., l’ex tedesca dell’est Sabine Braun accreditata di 6.985 pt. a Goetzis 1992 e due volte campionessa mondiale a Tokio 1991 ed ad Atene 1997. Infine la campionessa olimpica di salto in lungo a Barcellona, l’ex tedesca dell’est Heike Drechsler che nel 1994 al meeting internazionale di prove multiple di Talence (Francia) raggiunge ben 6.741 pt. In Italia, ancora una saltatrice in lungo, la toscana Alessandra Becatti della società Aurora di Pontedera, allenata da Arrigo Belli e la varesina Katia Pasquinelli della NA di Varese portano il record nazionale rispettivamente a 5.347 e 5.449 pt. ed il confronto continua anche con la nuova tabella internazionale del 1985. Nel maggio del 1987 al meeting
di Goetzis, la Becatti, passata all’Assi Giglio Rosso di Firenze, raggiunge
i 5.785 pt. con i seguenti risultati tecnici: Nel 1989 il primato italiano si avvicina ai 6000 pt. grazie alla svizzera naturalizzata italiana Corinne Schneider, allenata dal marito Lucio Di Tizio. La barriera fatidica viene superata dal l’appena ventenne Ifeoma Ozoese, allenata a Padova da Raffaello Palmarin, che ai Mondiali di Tokio 1991 raggiunge 6.056 pt. classificandosi quindicesima. Nel 1995 a Cesano Maderno, Giuliana Spada, allenata a Forlì dalla tredici volte primatista nazionale di lancio del giavellotto Giuliana Amici, porta il record nazionale d‘eptathlon a 6.135 pt. con i seguenti risultati tecnici: 1a Giornata: 100H in 13”69,
alto 1,69 m., peso 14,02 m. e 200 in 24”80 Nel 1998 in Coppa Europa First League a Bressanone la nazionale italiana di eptathlon, composta dall’altoatesina Geltrud Bacher della SV Lana Raika, allenata da Karl Schoepf, da Karin Periginelli, primatista nazionale di pentathlon indoor, allenata a San Benedetto del Tronto da Francesco Butteri, dalla vicentina Silvia Dalla Piana, allenata da Riccardo Panozzo e l’altra altoatesina Deborah Feltrin, allenata da Bruno Cappello, vince alla grande la First League e proietta l’Italia nell’élite europea, nella Super League Nazionale italiana femminile Bressanone 1998 Agli Europei di Budapest la Bacher è decima. Nel 1999, al Multistars di Desenzano
sul Garda (Brescia) Geltrud Bacher (1,80 di statura per 63 Kg.) supera
il primato della Spada portandolo a 6.185 pt. con i seguenti risultati tecnici: Nel resto del mondo la fine del millennio porta alla ribalta pentatlete come l’inglese di colore Denise Lewis campionessa europea a Budapest ed olimpica a Sydney 2000, Eunice Barber della Costa d’Avorio, naturalizzata francese, campionessa del Mondo a Siviglia 1999 con l’ottimo punteggio di 6861 pt., la russa Yelena Prokhorova che con 6694 pt. vince ai Mondiali di Edmonton 2001, dove la nostra Geltrude è nona con 6010 pt.
Il primato stellare della statunitense Jackei Jooyner potrebbe essere avvicinato ed anche ben presto superato, chissà ? L’italiana Geltrud Bacher conclude brillantemente al sesto posto, risultato mai raggiunto da un’atleta italiana in una prova multipla, solo Franco Sar in campo maschile fu sesto nel decathlon alle Olimpiadi di Roma 1960. Questi i risultati tecnici di Geltrud: 14.01 1.76 13.32 24.91 5.99 47.11 2.09.83 6166 pt. 2.1.. Note statistiche italiane. Un’interessante curiosità, estrapolando i risultati tecnici ottenuti nell’eptathlon, le nostre migliori atlete hanno ottenuto un record teoricamente migliore della primatista ufficiale dell’eptathlon Rita Bottiglieri: Geltrud
Bacher 4.485 pt. 1999 *in una giornata Titoli nazionali Pentathlon 7 titoli
Vettorazzo 1962-63-65-66-67-69-70 *anche eptathlon Titoli nazionali Eptathlon 5 titoli
Bacher 1997-98-01-02-03 3. La breve storia del decathlon femminile Secondo Gabriele Manfredini statistico delle PM, già nell’ottobre del 1973 ebbe inizio la prima sfida tra i sessi: l’austriaca Doris Langhans si cimenta a Graz nel decathlon addirittura con ostacoli ed attrezzi da lancio maschili e valutazione secondo la tabella maschile, 4895 pt. Nel 1979 la statunitense Mary Harrington a Fort Collins (USA) porta a termine un decathlon con ostacoli ed attrezzi da lancio e tabella femminili, 5373 pt. Recentemente prove di decathlon ci sono state in
Francia, Inghilterra, Australia e Stati Uniti. 13.01 5.73 10.07 1.60 58.32 15.15 25.10 4.10 41.12 5.50.37 arriva a quasi 7000 punti, esattamente 6999 pt. Nel settembre del 2000 la francese Marie Collonville stabilìsce a Lage con 7731 pt. la seconda migliore prestazione mondiale non ufficiale in un decathlon femminile internazionale con partecipanti provenienti da quattro nazioni, questi i suoi risultati tecnici: 12.61 6.03 11.55 1.75 56.48 14.28 31.91 3.40 43.94 5.13.70 Secondo l’ordine delle gare come definito dalla IAAF, primeggia la francese Julie Martin con i seguenti risultati tecnici al meeting di Arles nell’ottobre del 2001: 100m disco asta giav. 400m
100H lungo peso alto 1500m I prossimi anni ci diranno se la specialità avrà un seguito e se la storia delle prove multiple seguirà la propria cadenza: - nel 1964 la sovietica Irina Press vinse
la prima medaglia d’oro nelle PM femminili alle Olimpiadi di Tokio nel pentathlon “ la Regina delle Atlete”. |
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