Renzo Avogaro  
I movimenti complessi che contraddistinguono la
tecnica del decatleta di alto livello


DALL'EPTATHLON AL DECATHLON FEMMINILE
Seconda parte
 
     

La nuova specialità multipla femminile, il decathlon, fin dalle prime discussioni presentava pareri discordi tra gli esperti, allenatori e studiosi dell’atletica, anche la statistica diceva che le giovani atlete preferivano l’eptathlon, mentre le più favorevoli al decathlon erano naturalmente le saltatrici con l’asta. Gli “addetti ai lavori” comunque sottolineavano che l’atletica femminile era in fermento, in continua evoluzione e prima o poi si sarebbe arrivati anche al decathlon femminile, ma con le necessarie modificazioni:
  1. Generalità sulla specialità.
  2. Le origini e la storia delle prove multiple femminili.
  3. La breve storia del decathlon femminile.

Esempio:
1a Giornata              100H   asta      peso     lungo    400
2a Giornata              100      disco    alto      giavellotto        1500

Per due semplici ragioni, per non far gareggiare nello stesso giorno uomini e donne nell’alto e nell’asta e per permettere alle donne di partecipare in freschezza alle prime due gare di alto contenuto tecnico come la corsa ad ostacoli ed il salto con l’asta.

Per quanto riguarda i tempi d’attuazione, le risposte erano varie, a parte coloro che erano più o meno contrari, si conveniva di fare esperienza prima possibile nei propri Paesi con Campionati nazionali e solo successivamente, dopo un periodo minimo di quattro anni, inserire il decathlon nelle gare internazionali (Coppa Europa, Europei, Campionati del Mondo ed Olimpiadi).

Congresso IAAF di Parigi 2003
Sembra che anche l’ultimo bastione degli uomini sia caduto, il programma delle PM degli uomini e delle donne è identico. La IAAF dopo anni di riflessioni, discussioni e valutazioni, al congresso di Parigi 2003 ha deliberato di riconoscere dal 01 gennaio 2004 la nuova specialità femminile secondo quanto già deciso ufficialmente al congresso di Edmonton 2001:

Decathlon femminile:           
Prima giornata           100m   disco   asta     giavellotto      400m
Seconda giornata       100H   lungo   peso    alto                 1500m

Ora alle varie nazioni non resta altro che provare, valutare e studiare, accettare o non accettare la nuova specialità femminile ed, in caso affermativo,  cercare i talenti e programmare il futuro.
Innanzi tutto il decathlon è organizzato in modo volontario, ossia come gara supplementare all’eptathlon. I record del mondo vengono presi in considerazione dal gennaio 2004 con la seguente clausola: assoluto oltre gli 8000 pt. ed junior oltre i 7300 pt.
L’ammissione nel programma dei Campionati della IAAF e delle Federazioni nazionali avverrà successivamente, se questa nuova grande sfida in atletica verrà accettata o no dalle atlete.
“Ci dobbiamo adattare allo sviluppo internazionale” fa capire Ruediger Nickel vicepresidente della Federazione tedesca d’atletica.
L’introduzione del decathlon femminile trova contrari molti allenatori delle varie federazioni nazionali che ne contestano e respingono l’introduzione o sono scettici per le seguenti ragioni:
-         uomini e donne non sono ugualmente caricabili, infatti la sequenza programmata delle discipline (primo giorno e secondo giorno) porta a carichi di stacco eccessivi nel secondo giorno per lo stato d’affaticamento della muscolatura derivante anche dal primo giorno.
-         pochi sono i centri organizzati per le PM e pochi gli allenatori che hanno le capacità di seguire programmi d’allenamento così specifici ed impegnativi
-         problemi per l’organizzazione delle gare maschili e femminili.

Ma ci sono anche voci favorevoli a provare, a sperimentare, a valutare:
nel 1997 al congresso sulle PM di Heidelberg gli esperti hanno espresso parere favorevole per il decathlon femminile : “il decathlon per le donne sarebbe un grosso progresso perciò dobbiamo favorirne lo sviluppo”, una sfida, una provocazione che dovrebbe raggiungere l’equilibrio attraverso metodiche d’allenamento per le donne, “chi domina le discipline chiave, ostacoli, disco ed asta, è già a buon punto per il decathlon”.
“Lamentarsi non aiuta” anche nell’ambito delle specialità di corsa, dai 1500 introdotti per la prima volta nel 1972 ai G.O. di Monaco, alla maratona nel 1984 a Los Angeles, ai 5000 e 10000m nel 1996 ad Atlanta, ci sono sempre state per le donne forti resistenze da superare. “Perché il decathlon femminile non può essere interessante come l’eptathlon?” .

Anche tra le stesse atlete c’è scetticismo e divisione:
Sabine Braun, due volte campionessa mondiale nell’eptathlon, è contraria , sia per i pochi allenatori specialisti, sia per la mancanza di luoghi d’allenamento necessari a soddisfare le elevate richieste di preparazione per il decathlon.
In modo simile lo vede Karin Ertl : “il decathlon  non è nella mia lunghezza d’onda”, dice la ventisettenne atleta campionessa europea indoor del 2000 che ha programmato la sua carriera fino al 2004, “interessa piuttosto le giovani che devono imparare del tutto il salto con l’asta ed il lancio del disco”. “Ho allenato qualche volta per scherzo ambedue le discipline e non era certo facile” , inoltre è intimorita dai 1500m “non amo la corsa prolungata!”.
Maren Freisen, giovane eptatleta tedesca da  6056 pt. da Junior capace di 6.34 in lungo e 13.46 nei 100H,  dice semplicemente “quando viene, viene!”, certamente l’allenamento sarà più dispendioso.

Paura dei 1500m , asta e disco?
“Con l’asta gioco, il disco credo d’impararlo abbastanza presto e per i 1500m non ho paura e corro facile fino alla nausea. Avendo già praticato ginnastica non sono certo svantaggiata per il salto con l’asta, anzi ho una buona predisposizione”.
Il campione olimpico di decathlon a Seoul 1988 Christian Schenk vede favorevolmente l’introduzione del salto con l’asta nella prova multipla femminile e la sostituzione degli 800m con i 1500m (Octathlon), ma non è favorevole al decathlon per varie ragioni:
-         la mancanza nelle donne del potenziale, tale da permettere la necessaria  preparazione condizionale così impegnativa
-         l’acquisizione delle varie tecniche a lunga scadenza
-         la scarsa affluenza di giovani all’atletica.

Rolf Geese , decatleta del passato e docente universitario per la Scienza dello Sport a Goettingen (GER) scrive sulla rivista IAAF del 15 febbraio 2000:
Le gare del decatlon sono già gare olimpiche femminili ed il  carico e la tolleranza al carico è certamente alto dal punto di vista psicologico e fisico, ma non certo paragonabile agli alti carichi del triathlon o della corsa dei 100km.
In base alle conoscenze medico scientifiche non esiste nessun pericolo di sovraccarico del “sesso debole” nell’effettuare la gara del decathlon.

Decathlon anche per le giovani?
Bisogna valutare il carico delle gare e la tolleranza al carico delle giovani atlete, generalmente si consiglia
-         eptathlon a 16-17 anni*
-         decathlon a 18-19 anni
*in Germania già a 14 anni le femmine praticano l’eptathlon giovanile (vedere schema 1)
Interessante e sconcertante è l’esperienza agonistica della campionessa mondiale universitaria Mona Steigauf che contro ogni logica della programmazione e quindi del recupero, nel 1997 dopo i Mondiali di Atene (sesta classificata) è riuscita nell’impresa di partecipare in 26 giorni a ben tre  impegnative gare di prove multiple, di cui due decathlon a distanza di due settimane!

03-04 agosto               Campionati del mondo d’Atene           Eptathlon         6406 pt.          
27-28 agosto               Universiadi di Catania              Eptathlon         6546               
06-07 settembre          Esibizione a Linz                                  Decathlon        7351
20-21 settembre          Decathlon d’Ahlen                               Decathlon        7885 *
(12.15  5.93     12.49   1.73     55.34   13.75   34.68   3.10     42.24   5.07.95)

* miglior prestazione mondiale nel decathlon con sequenza maschile.

Konrad Lerch organizzatore del Meeting di PM di Goetzis e membro del gruppo di lavoro del decathlon femminile nella IAAF non vuole mettersi alla testa degli organizzatori che propongono alle donne il decathlon , ma prende le distanze  “ammetteremo a Goetzis le decatlete solo quando la IAAF avrà deliberato definitivamente”. La risposta delle atlete a questa nuova offerta agonistica deciderà del futuro della nuova specialità. Lerch: “i record del mondo saranno riconosciuti fin dal 2003 se raggiungeranno almeno un certo punteggio” L’inserimento nel programma dei Campionati seguirà poi, se verrà accettata. “Particolarmente per i 1500m non avremo certo una buona immagine” Lerch esprime così il suo personale scetticismo.

Le direttive del gruppo di lavoro della IAAF ha stabilito le seguenti  scadenze:

Agosto 2001

Il congresso IAAF durante i Campionati del Mondo di Edmonton delibera l’inserimento del decathlon femminile nel programma mondiale ufficiale

2002

Effettuazione di decathlon su base volontaria a livello locale, nazionale ed internazionale

Dicembre2003

La IAAF riconosce il primo record mondiale (presupposto : raggiungere almeno 8000pt. nella categoria assoluto e 7500pt. nella  junior)

2005

Campionati Mondiali U18
Campionati Europei J –U23
Coppa Europa

2006

Campionati Mondiali J - Campionati Europei

2008

Giochi Olimpici


Schema 1
Eptathlon F (14 anni – nate nel 1984)

Nome 80H   Alto   Peso      75 m.     Lungo Giavellotto   800 m.   Pt.
Wichmann  Annet   
   12.45  
1.66   
11.26 
   10.11  
5.23  
   39.83  
2.24.65
 3900
Rehscuh   Susanne 
 12.39
  1.51 
  11.51   
  10.18  
  5.16
   39.69
2.26.57
 3798
Kuehnert   Floe
12.31
1.60 
10.34
10.20    
5.29
33.72 
2.30.59 
3754
Schwanengel  Karin
 12.56
1.56 
10.00 
9.78 
  5.57    
30.18 
2.35.48
3719
Steffen   Anka
12.65 
1.57  
10.44  
  9.95  
5.41 
37.98 
 2.53.39
3685
Thielemann   Susann 
 12.55
1.63 
9.08 
10.41 
5.26 
30.21
2.30.27
3648
Polifka   Patricia
12.69
   1.60
  10.51
   10.28 
    4.76
30.66  
2.31.33 
3639
Pantis Alena Maria
12.2 
1.56
 9.60 
10.3
5.31
33.16 
2.35.5 
3627
Pieper Linda 
12.54 
1.42
10.13 
9.98 
5.10 
36.98 
2.38.04
3615
Sachse   Yvonne
1.51 
11.70  
9.89
  12.36  
5.06 
   28,89 
2.54.05  
3605
  seguono altri 20 atlete da 3599 a 3467 pt.


                                                                                                            
1. Generalità sulla specialità.
Le finalità di questo lavoro è quello di presentare la specialità sotto vari aspetti
-         storico
-         tecnico
-         metabolico
-         psicologico
-         programmatico

per  capire:
-         le caratteristiche morfologiche delle decatlete
-         la preparazione necessaria alla decatleta
-         il recupero dopo la gara
-         le tecniche di salto con l’asta e lancio del disco nelle categorie giovanili
-         il lavoro per la resistenza generale

2. Le origini e la storia delle prove multiple femminili.
Come nella vita, anche nello sport le donne hanno raggiunto lentamente la parità con gli uomini dopo anni ed anni di disquisizioni etiche, fisiologiche e tecniche.           
Ai primi Giochi Olimpici moderni le donne non sono presenti, solo ad Amsterdam nel 1928 si cimentano le prime atlete in cinque gare:
le corse dei 100 ed 800 m., il salto in alto, il lancio del disco e la staffetta veloce.
Nel 1932 a Los Angeles le gare femminili diventano sette con l’inserimento della corsa veloce ad ostacoli ed il lancio del giavellotto.           
Nel dopoguerra a Londra  sono inserite nel programma olimpico femminile i 200 m., il salto in lungo, il lancio del peso e, dopo ben 16 anni, nel 1964 a Tokio,
i 400 m. e finalmente la prova multipla, il pentathlon.
Dopo altri 8 anni alle Olimpiadi di Monaco ci sono i 1500 m. e la staffetta del miglio, infine nel 1984 a Los Angeles i 400 m. ad ostacoli, i 3000 m., la maratona e l’eptathlon , che con i 200 m. ed il lancio del giavellotto, rispettivamente  nella prima e nella seconda giornata di gara, sostituisce il pentathlon.           
Nel 1996 ad Atlanta i 5000 ed i 10000 sostituiscono i 3000 m. e la novità è il salto triplo. Il salto con l’asta femminile entrerà a far parte del programma olimpico solo a Sidney 2000.

E per il decathlon?
Come ho già scritto prima del 2000:          
“Nelle prove multiple la parità con gli uomini arriverà forse agli inizi del prossimo millennio, quando le atlete si cimenteranno con il decathlon: la IAAF ha già deciso, i pareri delle atlete e dei tecnici sono ancora molto discordanti”.

– Mildred Didrikson- USA -

La vera storia delle prove multiple femminili comincia abbastanza recentemente con la statunitense Mildred Didrikson, 1,69 di statura per 46 Kg. di peso, atleta polivalente che nell’anno 1932 a Port Arthur nel Texas partecipa ad otto gare nello stesso giorno: 80H, peso, giavellotto, palla da baseball, alto, disco, 100 e 200 m.
Ai Giochi Olimpici di Los Angeles vince il giavellotto con 43,86 m. , gli 80 ostacoli in 11”7 ed è seconda a pari merito nel salto in alto con 1,65 m.


Negli anni successivi si dedica con successo al basket ed al golf.
In Italia, la velocista veneta Olga Barbieri della Pro Patria Libertate di Busto Arsizio si aggiudica il primo titolo nazionale in una gara di pentathlon addirittura nel 1926 a Dalmine con i seguenti risultati tecnici: m.3,80 nel salto misto (superando un’altezza fissa di 50 cm.), 20,24 m. nel lancio del giavellotto, 11” e 2/5 nei 75 m., 18,32 m. nel lancio del disco ed arriva seconda nei 250 m. (il punteggio è a piazzamento e calcolato in 12 penalità!).
Successivamente si mette in luce Piera Borsani del Cotonificio Cantoni Castellanza, che nel periodo 1927-1931 si distingue in tutti i lanci e partecipa a Londra nell’agosto del 1934 al pentathlon classificandosi settima con 221 pt. : 100 m. in 13” e 2/5, lungo 4,65 m., giavellotto 29,85 m. nella prima giornata, peso 9,88 m. ed alto 1,38 m. nella seconda giornata.

– Trebisonda “Ondina” Valla   - ITA

Negli stessi anni si mette in luce nel pentathlon l’eclettica ostacolista Trebisonda “Ondina” Valla della Virtus Bologna, che raggiunge 254,529 pt. con i seguenti risultati:
peso 8,94 m.,
lungo 5,16 m.,
alto 1,48 m.,
ostacoli 12”8
giavellotto 27,26 m.

Nel 1936 a Berlino Ondina Valla
vince e diventa  campionessa olimpica
e primatista mondiale degli 80 m.
ad ostacoli.

Dal 1935 al 1946, in base alla tabella nazionale Giacchero e Scolari si mette in luce ancora una lanciatrice , Amelia Piccinini della Società
Venchi Unica di Torino con il punteggio di 3.646 pt. nell’ottobre del 1946.

La Piccinini è per ben tredici volte primatista nazionale del getto del peso ed argento ai Giochi Olimpici di Londra 1948 con la misura di 13,095 m.

Varianti e tabelle di punteggio.

Il pentathlon con le gare in due giornate:
1a Giornata:     peso e lungo
2a Giornata:     100 m., alto e giavellotto.

E’ la prima combinazione di gare. La prima variante.

- Gisela Mauermayer  GER -

   La tedesca Gisela Mauermayer  1,72 di statura per 70 Kg di peso è la prima atleta a mettersi in evidenza nel 1938 a Stoccarda   con 418 pt. secondo la tabella tedesca e 4.391 pt. secondo la successiva tabella del 1954, con i seguenti risultati tecnici: peso 13,07 m.
e lungo 5,62 m.
nella prima giornata,
100 m. 12”4,
alto 1,56 m.
e giavellotto 36,90 m.
nella seconda giornata.

Nel dopoguerra la seconda variante :
1a Giornata: peso, alto e 200 m.
2a Giornata: 80H e lungo.

Nel 1948 l’olandese Fanny Blankers Koen detiene i record mondiali dei 100, 80 ostacoli, salto in alto e salto in lungo e vince ben quattro medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Londra nei 100, 200, 80H e 4x100 m. Il pentathlon ancora non fa parte del programma olimpico.

– Fanny Blankers Koen -
Nel 1951 la “mammina volante” Blankers Koen porta il record mondiale del pentathlon a 4.692 pt. con risultati tecnici per lei abbastanza normali:  
peso 11,50 m.,
alto 1,60 m.,
200 in 24”4,
80H in 11”4,
lungo 5,88 m.

Dal 1953 al 1960 il record mondiale è riserva sovietica, nel 1959 sale alla ribalta Irina Press, primatista mondiale ed oro ai GO di Roma 1960 negli 80 m. ad ostacoli.

Dopo la successiva terza variante, la Press vince il primo pentathlon olimpico femminile nel 1964 a Tokio con 5.246 pt. ed i seguenti risultati tecnici:
1a Giornata:  80H in 10”7, peso a m.17.16, alto m. 1.63
2a Giornata:  lungo m. 6.24, 200 in 24”7 dove non risalta tanto il 10”7 negli ostacoli, essendo Irina primatista mondiale con 10”5, ma i 17.16 m. nel getto del peso a solo un metro e 39 cm. dal primato   del mondo della sorella Tamara.

In Italia, nel triennio 1953-55 si mettono in luce l’ostacolista piemontese Maria Musso ed ancora una lanciatrice, la romana Paola Paternoster dell’Urbe Roma che il 23 ottobre del 1955 a Forlì porta il record nazionale del pentathlon a 4.135 pt.         

La Paternoster nel quadriennio 1956-59 è primatista nazionale in tutti e tre i lanci e nel salto in alto, infine nel novembre del 1960 migliora ancora il record nazionale di pentathlon con 4.179 pt.

Dall’anno 1963, in Italia c’è un cambio importante:

le caratteristiche morfologiche e dinamiche delle pentathlete si spostano decisamente verso le saltatrici-ostacoliste e non più verso le lanciatrici.

Prima la veneta Magalì Vettorazzo, più volte primatista e campionessa nazionale di salto in lungo, nel 1963 raggiunge 4.338 pt. e poi Maria Vittoria Trio della Libertas Torino che nel quinquennio 1964-68 porta il record nazionale di lungo dai  6,12 di Magalì a 6,52 m. ed il record del pentathlon a 4.840 pt.
La primatista nazionale del salto in alto Osvalda Giardi del Cus Pisa è campionessa nazionale di pentathlon nel 1964.

La quarta variante cambia solo la distanza, l’altezza ed il numero degli ostacoli: dagli 80 m. con 8 ostacoli alti 76 cm. ai 100 m. con 10 ostacoli alti 84 cm.

In campo mondiale si mettono subito in evidenza l’austriaca Liese Prokop ed infine la tedesca dell’Est Burglinde Pollak con il “doppio record mondiale” ad Erfurt nel 1970, 5.406 pt. con la vecchia tabella e 4.775 pt. con la nuova tabella. Nel 1973 la Pollak incrementa il suo record con 4.831 pt. a Sofia e 4.932 pt. a Bonn.

In Italia ritroviamo la Vettorazzo, passata alla Snia Libertas Torino, la Giuli del Cus Roma, ancora una saltatrice in lungo Barbara Ridi del Cus Firenze, allenata da Bruno Betti e da Rinaldo Calcini, che nel 1971 è campionessa di salto in lungo e pentathlon.

Nel 1972, a soli 19 anni, vince il titolo di pentathlon la nuova stella del salto in alto nazionale, Sara Simeoni allenata a Verona da Walter Bragagnolo.           

 - Rita Bottiglieri  ITA -
Infine Rita Bottiglieri
della Snia Milano.
Primatista nazionale
con 13”6 nei 100 ad ostacoli
e 4.287 pt. nel pentathlon.

La quinta variante sostituisce i 200 con gli 800 m.

Nel mondo ritorna il dominio sovietico con Nadezhda Tkachenko che dopo i 4.839 del 1977 sale a 5.083 pt. ai Giochi Olimpici di Mosca 1980, che rappresentano tuttora il record mondiale di pentathlon femminile in una sola giornata con i seguenti risultati tecnici:

100H in 13”29, peso 16,84 m., alto 1,84 m., lungo 6,73 m. e 800 in 2’05”2

In Italia la Bottiglieri nel maggio 1977 al Meeting internazionale di prove multiple di Brescia porta il record nazionale di pentathlon a 4.222 pt. con i segg. risultati tecnici:

1a Giornata:     100H in 14”1, peso 11,83 m. ed alto 1,68 m.

2a Giornata:     lungo 5,93 m. e 800 in 2’15”8

Poi si dedica ai 400 m. ed alla nuova specialità femminile i 400 m. ad ostacoli raggiungendo tre record nazionali dal 1977 al 1980.

Nel triennio 1978-1980 è campionessa nazionale l’altoatesina Barbara Bachlechner della SSV di Brunico, allenata da Gert Krepaz.
Nel 1981 il pentathlon in una giornata viene sostituito dall’eptathlon in due giornate:
1a Giornata: 100H, alto, peso e 200 m.
2a Giornata: lungo, giavellotto ed 800 m.

Fino al 1984 il record mondiale è delle atlete della GDR, prima Ramona Neubert Goehler e poi Sabine Paetz Muebios  con 6.946 pt. nel 1984 a Potsdam.

– Jackei Jooyner Kersee USA -

Dal 6 luglio1986 il record mondiale dell’eptathlon passa prepotentemente nelle mani della primatista mondiale di salto in lungo, la statunitense Jackei Joyner (1,78 di statura per 70 Kg.)
Sposata Kersee , suo allenatore, che ai Giochi Olimpici di Seoul 1988 vince due medaglie d’oro, una nel salto in lungo con la misura di m. 7,40 ed una nell’eptathlon con uno strabiliante primato del mondo di 7.291 pt. che durerà nel tempo:
1a Giornata:    
100H in 12”69,
alto 1,86 m.,
peso 15,80 m.,
200 in 22”56
2a Giornata:    
lungo 7,27 m.,
giavellotto 45,66
m. ed 800 in 2’08”51.

Il record europeo è della sovietica Larissa Nikitina che a Bryansk nel 1989 ottiene il secondo “oltre 7000” di tutti i tempi, precisamente 7.007 pt. con un salto in lungo fortunoso di 6,73 m. aiutato da un vento a favore di 4 m.

In quest’ultimo periodo sono da menzionare alcune grandissime atlete come la siriana Ghada Shouaa, campionessa olimpica ad Atlanta 1996 e vincitrice nello stesso anno al meeting internazionale di prove multiple di Goetzis (Austria) col personale di 6.942 pt., l’ex tedesca dell’est Sabine Braun accreditata di 6.985 pt. a Goetzis 1992 e due volte campionessa mondiale a Tokio 1991 ed ad Atene 1997. Infine la campionessa olimpica di salto in lungo a Barcellona, l’ex tedesca dell’est Heike Drechsler che nel 1994 al meeting internazionale di prove multiple di Talence (Francia) raggiunge ben 6.741 pt.

In Italia, ancora una saltatrice in lungo, la toscana Alessandra Becatti della società Aurora di Pontedera, allenata da Arrigo Belli e la varesina Katia Pasquinelli della NA di Varese portano il record nazionale rispettivamente a 5.347  e 5.449 pt. ed il confronto continua anche con la nuova tabella internazionale del 1985.

Nel maggio del 1987 al meeting di Goetzis, la Becatti, passata all’Assi Giglio Rosso di Firenze, raggiunge i 5.785 pt. con i seguenti risultati tecnici:
1a Giornata:     100H in 14”00, alto 1,66 m., peso 11,36 m. e 200 in 24”58
2a Giornata:     lungo 6,32 m., giavellotto 38,36 m. ed 800 in 2’22”66.

Nel 1989 il primato italiano si avvicina ai 6000 pt. grazie alla svizzera naturalizzata italiana Corinne Schneider, allenata dal marito Lucio Di Tizio. La barriera fatidica viene  superata dal l’appena ventenne Ifeoma Ozoese, allenata a Padova da Raffaello Palmarin, che ai Mondiali  di Tokio 1991 raggiunge 6.056 pt. classificandosi quindicesima.

Nel 1995 a Cesano Maderno, Giuliana Spada, allenata a Forlì dalla tredici volte primatista nazionale di lancio del giavellotto Giuliana Amici, porta il record nazionale d‘eptathlon a 6.135 pt. con i seguenti risultati tecnici:

1a Giornata:     100H in 13”69, alto 1,69 m., peso 14,02 m. e 200 in 24”80
2a Giornata:     lungo 5,97 m., giavellotto 48,78 m. ed 800 in 2’14”93

Nel 1998 in Coppa Europa First League a Bressanone la nazionale italiana di eptathlon, composta dall’altoatesina Geltrud Bacher della SV Lana Raika, allenata da Karl Schoepf, da Karin Periginelli, primatista nazionale di pentathlon indoor, allenata a San Benedetto del Tronto da Francesco Butteri, dalla vicentina Silvia Dalla Piana, allenata da Riccardo Panozzo e l’altra altoatesina Deborah Feltrin, allenata da Bruno Cappello, vince alla grande la First League e proietta l’Italia nell’élite europea, nella Super League

Nazionale italiana femminile Bressanone 1998

Agli Europei di Budapest la Bacher è decima.

Nel 1999, al Multistars di Desenzano sul Garda (Brescia) Geltrud Bacher (1,80 di statura per 63 Kg.) supera il primato della Spada portandolo a 6.185 pt. con i seguenti risultati tecnici:
1a Giornata:     100H in 13”65, alto 1,73 m., peso 13,43 m. e 200 in 24”23
2a Giornata:     lungo 5,94 m., giavellotto 43,83 m. ed 800 in 2’09”04.

Nel resto del mondo la fine del millennio porta alla ribalta pentatlete come l’inglese di colore Denise Lewis campionessa europea a Budapest ed olimpica a Sydney 2000, Eunice Barber della Costa d’Avorio, naturalizzata francese, campionessa del Mondo a Siviglia 1999 con l’ottimo punteggio di  6861 pt., la russa Yelena Prokhorova che  con 6694 pt. vince ai Mondiali di Edmonton 2001, dove la nostra Geltrude è nona con 6010 pt.

– Carolina Klueft SWE -
Agli Europei J di  Grosseto 2001 “nasce la stella” della svedese Carolina Klueft che diciottenne vince agevolmente l’eptathlon con 6022 pt.Nel 2002 a Kingstone la diciannovenne Carolina è Campionessa del Mondo junior con il punteggio di 6470 pt. e appena 20 giorni dopo a Monaco Campionessa d’Europa con 6542 pt. , ma la  definitiva consacrazione ed incoronazione come “Regina delle Atlete” avviene nell’agosto del 2003, quando ai Mondiali di Parigi vince la resistenza della beniamina locale Eunice Barber superando un momento drammatico e difficile nel salto in lungo dove, gravata da due prove nulle, salta all’ultima e definitiva prova 6,68m. La ventenne Carolina conclude le ultime due gare in crescendo aggiudicandosi prepotentemente il titolo mondiale e superando la barriera
del 7000 pt.
13.18
1.94
14.19
22.98              
6.68    
49.90  
2.12.12
7001 pt.

Il primato stellare della statunitense Jackei Jooyner potrebbe essere avvicinato ed anche  ben presto superato, chissà ?

L’italiana  Geltrud Bacher  conclude brillantemente al sesto posto, risultato mai raggiunto da un’atleta italiana in una prova multipla, solo Franco Sar in campo  maschile fu sesto nel decathlon alle Olimpiadi di Roma 1960. Questi i risultati tecnici di Geltrud:

14.01   1.76     13.32   24.91               5.99     47.11   2.09.83            6166 pt.

 2.1.. Note statistiche italiane. 

Un’interessante curiosità, estrapolando i risultati tecnici ottenuti nell’eptathlon, le nostre migliori atlete hanno ottenuto un record teoricamente migliore della primatista ufficiale dell’eptathlon  Rita Bottiglieri:

Geltrud            Bacher             4.485 pt.          1999
Karin               Periginelli         4.418               1996
Giuliana            Spada              4.394               1995
Ifeoma             Ozoese                        4.380               1991
Corinne            Schneider         4.327               1989
Rita                  Bottiglieri         4.222 *            1977

*in una giornata

Titoli nazionali Pentathlon   

            7 titoli                          Vettorazzo       1962-63-65-66-67-69-70
            4                                 Piccinini           1937-46-47-48
            3                                 Pierucci            1949-50-51
            3                                 Musso             1953-57-59
            3                                 Paternoster      1954-55-60
            3                                 Bachlechner     1978-79-80*
            2                                 Bottiglieri         1973-74
            2                                 Aldrighetti        1976-77

*anche eptathlon

Titoli nazionali Eptathlon

            5 titoli                          Bacher             1997-98-01-02-03
            4                                 Spada              1992-93-95-96
            3                                 Periginelli         1994-99-00
            2                                 Pasquinelli        1983-85
            2                                 Steiner             1988-89
            2                                 Del Fabbro      1986-91

           3. La breve storia del decathlon femminile

Secondo Gabriele Manfredini statistico delle PM, già nell’ottobre del 1973 ebbe inizio la prima sfida tra i sessi: l’austriaca Doris Langhans si cimenta a Graz nel decathlon addirittura con ostacoli ed attrezzi da lancio maschili e valutazione secondo la tabella maschile, 4895 pt.

Nel 1979 la statunitense Mary Harrington a Fort Collins (USA) porta a termine un decathlon con ostacoli ed  attrezzi da lancio e tabella femminili, 5373 pt.

Recentemente prove di decathlon ci sono state  in Francia, Inghilterra, Australia e Stati Uniti.
Nell’ottobre del 1997, come già scritto, la ventisettenne  di Magonza Mona Steigauf raggiunge i 7885 pt. nel decathlon “sequenza maschile”. Sempre nello stesso anno si esibisce anche la futura primatista del salto con l’asta, la statunitense Stacy Dragila che con i seguenti risultati tecnici

13.01   5.73     10.07   1.60     58.32               15.15   25.10   4.10     41.12   5.50.37 arriva  a quasi 7000 punti, esattamente 6999 pt.

Nel settembre del 2000 la francese Marie Collonville stabilìsce a Lage con 7731 pt. la seconda migliore prestazione mondiale non ufficiale in un decathlon femminile internazionale con partecipanti provenienti da quattro nazioni, questi i suoi risultati tecnici:

12.61   6.03     11.55   1.75     56.48               14.28   31.91   3.40     43.94   5.13.70

Secondo l’ordine delle gare come definito dalla IAAF, primeggia la francese Julie Martin con i seguenti risultati tecnici al meeting di Arles nell’ottobre del 2001:

100m   disco   asta     giav.    400m               100H   lungo   peso    alto      1500m
12.15   36.98   2.60     38.66   56.86               14.59   5.87     11.52   1.75     5.02.92            7470 pt.

I prossimi anni ci diranno se la specialità avrà un seguito e se la storia delle prove multiple seguirà la propria cadenza:

-  nel 1964 la sovietica Irina Press vinse la prima medaglia d’oro nelle PM femminili alle Olimpiadi di Tokio nel pentathlon
- nel 1984 l’australiana Glynis Nunn a Los Angeles vinse la prima medaglia d’oro nell’eptathlon
-  forse a Pechino nel 2008 ci sarà la prima olimpionica nel decathlon

     “ la Regina delle Atlete”.

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