4 - Studio della nuova specialità.
5 - Le caratteristiche morfologiche e le
capacità necessarie ad una donna per eccellere nel decathlon.
6 - Apprendimento giovanile delle tecniche
atletiche in forma grezza, ma corretta.
7 - Sviluppo dei momenti fondamentali comuni
alle corse, salti e lanci.
8 - Salto con l’asta
9
- Preacrobatica, acrobatica ed attrezzistica per il salto con l’asta.
10 - Lanci di attrezzi propedeutici e lancio
del disco.
11 - I fattori necessari alla pianificazione
di un programma d’allenamento per le atlete del decathlon.
12 - Problematiche metodologiche delle corse
passando dai 200 ai 400m e dagli 800 ai 1500m.
13 - Il tecnico specialista del decathlon.
Tab. 2 - Dispendio energetico e capacità per il decathlon femminile (Avogaro 2003).
|
Gare |
Durata sforzo (esempi) |
Metabolismo principale |
Capacità dinamiche Forza |
Capacità coordinative |
|
100m |
11”70 |
Anaerobico alattacido lattacido |
Veloce esplosiva reattiva resistente |
Reazione Ritmo |
|
Disco |
0,8-0,9” |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
Asta |
5”00 |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva reattiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
Giavellotto |
5”00 |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva reattiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
400m |
55”00 |
Anaerobico lattacido |
Veloce esplosiva resistente |
Ritmo |
|
100H |
13”50 |
Anaerobico alattacido lattacido |
Veloce esplosiva reattiva resistente |
Reazione Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
Lungo |
5”00 |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva reattiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
Peso |
1”00 |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
Alto |
5”00 |
Anaerobico alattacido |
Veloce esplosiva reattiva |
Ritmo Equilibrio Orientamento spaziale |
|
1500m |
4’50” |
Anaerobico lattacido aerobico |
Ritmo |
Tab.3 – Tabella di punteggio
|
GARE |
800 pt. |
900 pt. |
1000 pt. |
|
100m |
12.83 |
12.28 |
11.76 |
|
Disco |
47.40 |
52.42 |
57.39 |
|
Asta |
3.59 |
3.83 |
4.06 |
|
Giavellotto |
46.88 |
52.04 |
57.18 |
|
400m |
57.56 |
55.27 |
53.08 |
|
100H |
15.32 |
14.56 |
13.85 |
|
Lungo |
5.84 |
6.16 |
6.48 |
|
Peso |
14.09 |
15.58 |
17.07 |
|
Alto |
1.65 |
1.74 |
1.82 |
|
1500m |
5.04.09 |
4.49.16 |
4.34.99 |
I risultati tecnici in grassetto presentano una certa difficoltà di realizzazione per le decatlete
Tab. 4 – Caratteristiche morfologiche delle eptatlete finaliste ai Mondiali di Parigi 2003
|
PENTATLETE |
Nazione |
Punteggio |
STATURA cm. |
PESO kg. |
|
Klueft |
SWE |
7001 |
176 |
63 |
|
Barber |
FRA |
6755 |
175 |
68 |
|
Sazanovich |
BLR |
6524 |
175 |
65 |
|
Prokhorova |
RUS |
6452 |
171 |
59 |
|
Lewis |
GBR |
6254 |
173 |
64 |
|
Bacher |
ITA |
6166 |
180 |
67 |
|
Netseporuk |
EST |
6154 |
171 |
59 |
|
Kesselschlaeger |
GER |
6134 |
177 |
66 |
|
Stratàki |
GRE |
6077 |
n.r. |
n.r. |
|
Skujyte |
LTU |
6077 |
188 |
76 |
|
Kazanina |
KAZ |
6047 |
178 |
62 |
|
Butor |
BLR |
6035 |
167 |
59 |
|
Media: 175,54 cm |
Media: 64,36 kg |
5. Le caratteristiche morfologiche e le capacità necessarie ad una donna per
eccellere nel decathlon.
La statura alta non è indispensabile ma vantaggiosa nei lanci e nei salti in alto e con l’asta, come pure per gli ostacoli.
La Tab. 4 mostra le caratteristiche morfologiche delle migliori eptathlete finaliste ai Mondiali di Parigi 2003.
La decatleta, come l’eptathleta d’élite deve essere un’atleta completa, con elevate capacità psicofisiche, capacità tecniche e spiccate capacità condizionali, in particolare la forza veloce per le tecniche ed una grande resistenza generale tale da permettere di concludere il decathlon nelle migliori condizioni. Ben nove gare su dieci evidenziano l’importanza di una elevata velocità di movimento, quattro (100, 400, 100H e 1500 m.) necessitano di resistenza specifica alla velocità attraverso l’apporto progressivo di energia dal meccanismo anaerobico alattacido, lattacido ed aerobico.
La coordinazione neuromuscolare, ossia le capacità relative all’organizzazione ed al controllo dei movimenti tecnici (Tab. 5 e tab. 6) rappresenta la base necessaria all’apprendimento delle tecniche. La mobilità articolare e l’estensibilità muscolare sono importanti in tutte le tecniche per sviluppare movimenti ampi ed armoniosi, in special modo a livello dell’articolazione coxofemorale nella corsa ad ostacoli, a livello della colonna vertebrale nel salto in alto ed a livello del cingolo scapolomerale nel salto con l’asta e nel lancio del giavellotto.
Come nella gara multipla maschile, la decatleta ha bisogno di una buona capacità per sviluppare forza veloce nelle specifiche espressioni di forza veloce esplosiva ed esplosiva reattiva. Questo tipo di forza è necessario non solo a livello degli arti inferiori per le azioni di corsa, salto e lancio, ma anche a livello del cingolo scapolomerale per i lanci ed il salto con l’asta.
E’ a conoscenza che le donne raggiungono una forza a livello degli arti inferiori pari al 70% rispetto agli uomini, causa le minori masse muscolari derivanti dalla differente concentrazione di testosterone nel sangue (10 volte minore nelle donne rispetto agli uomini). Questa differenza fa sì che le donne sono generalmente più lente nella corsa veloce rispetto agli uomini (100, 400, 100H) ed in tutte le rincorse dei salti).
Inoltre da non trascurare è l’ aspetto mentale ed emozionale, la dedizione allo sport ed alla specialità multipla, la determinazione insieme alla perseveranza durante gli alti e bassi dell’allenamento e della competizione stessa e la capacità di concentrarsi e nel focalizzare il compito specifico nel momento di aumento della fatica, in particolare nella seconda giornata di gare dove sono concentrate numerose azioni specifiche d’impulso dinamico (corsa ad ostacoli, stacco del lungo e dell’alto). La volontà di primeggiare sommata alla determinazione mentale gioca senza dubbio un ruolo importante nel successo finale. Oltre a ciò, essere capace d’accettare le critiche costruttive dell’allenatore, la pazienza di attendere con fiducia i miglioramenti dopo anni di duro lavoro creerà, come per i decatleti, anche per le decatlete atlete di livello superiore.
Tab. 5 - CAPACITA’ RELATIVE ALL’ORGANIZZAZIONE ED AL CONTROLLO DEL MOVIMENTOTab.6 -LE CAPACITA’ COORDINATIVE
EQUILIBRIO negli stacchi
prima e dopo il superamento di
ostacoli
nelle rotazioni : disco, peso
“tecnica rotatoria”, alto, asta
RITMO nelle corse veloci
nelle corse ad ostacoli
nelle rincorse dei salti
nella traslo, nel giro e nella
rincorsa dei lanci
OCULO MOTORIA (precisione
negli stacci)
Lungo tavoletta
Alto distanza dall’asticella
Asta distanza dalla cassetta
Ostacoli distanza dagli ostacoli
Tab. 7 -CRITERI
PER DETERMINARE I PERIODI PIU’ FAVOREVOLI ALL’ALLENAMENTO GIOVANILE
capacità
di apprendimento (allenabilità)
capacità di carico psicofisico
il
modello specifico di prestazione (capacità necessarie alla prestazione)
la
logica della costruzione dell'allenamento, ossia i presupposti necessari allo
sviluppo di capacità specifiche
6. Apprendimento giovanile delle tecniche atletiche in forma grezza, ma corretta.
La Tab.7 presenta in modo schematico i criteri generali per valutare i periodi
più favorevoli all’allenamento giovanile.
Secondo lo studioso dell’allenamento giovanile Graziano Paissan:
dai 6 ai 10 anni
ci sono buoni presupposti
per lo sviluppo della destrezza motoria
per il miglioramento delle capacità coordinative
dai 10 ai 13-14 anni per le femmine e dai 10 ai 14-15 anni
per i maschi si ha
- il periodo più favorevole per l’apprendimento delle tecniche sportive di base
dai 14 ai 18 anni per le femmine e dai 15
ai 19 anni per i maschi si ha
- il periodo più favorevole per lo sviluppo delle capacità condizionali e quindi
i presupposti per la specializzazione sportiva, ossia il perfezionamento tecnico
delle corse, salti e lanci.
Importante è l’insegnamento del salto con l’asta fin dalla giovane età (categorie ragazze e cadette) per sfruttare questo momento così favorevole al miglioramento della coordinazione specifica.
Presentare le esercitazioni attraverso sussidi didattici (visione di esecuzioni tecniche di atleti evoluti in gare ed in allenamenti, di filmati, di sequenze fotografiche, di disegni per creare una corretta immagine motoria (allenamento ideomotorio).
Secondo Peter Tschiene (1984) , riportando Ratov 1976, l’attuale preparazione tecnica è una “contraddizione” tra la stabilità delle tecniche sportive acquisita attraverso le ripetizioni non precise per naturali carenze psicofisiche in età giovanile e la necessità di variabilità e disponibilità per rendere le tecniche sportive più precise in età adulta. In effetti, considerando il continuo adattare e riadattare in base al costante sviluppo delle capacità condizionali, Tschiene mette il dubbio che forse “sarebbe meglio apprendere la forma fine, non quella grezza delle tecniche sportive”, oppure usare macchine speciali per l’allenamento tecnico (ma di difficile reperibilità pratica) od effettuare i gesti tecnici con il giusto ritmo e rapidità di esecuzione pur con minore forza in età giovanile (ad esempio nei lanci uso di attrezzi più leggeri, nelle corse ad ostacoli, ostacoli più bassi e più vicini, nel salto con l’asta uso di attrezzi più corti e morbidi, ecc.). Nell’allenamento a lunga scadenza è necessario sviluppare i modelli delle tecniche secondo il ritmo e la rapidità del movimento studiato e successivamente sviluppare la forza speciale indispensabile al risultato di livello.
7. Sviluppo dei momenti
fondamentali comuni alle corse, salti e lanci:
appoggio ed azione reattiva dei piedi
estensione completa alternata dell’arto inferiore in appoggio
mantenimento dell’equilibrio (posizione tronco, azione alternata delle braccia)
ritmo finale prima d’una azione dinamica (stacco per il salto in lungo, salto
in alto, salto con l’asta, spinta prima dell’ostacolo, tenuta dell’arto anteriore
nel lancio del peso, disco e giavellotto).
8. Salto con l'asta
La saltatrice destra impugna l'asta con la
mano destra più alta e la mano sinistra più bassa, effettua lo
stacco con l'arto inferiore sinistro ed oscilla in avanti-alto
a destra dell'asta.
L'allenatore assume sempre una posizione d'assistenza tale da evitare infortuni:
in piedi a sinistra rispetto all'asta, mano sinistra che impugna l'asta, braccio
destro libero per un eventuale aiuto "sulla zona dorsale della principiante"
nell'oscillazione avanti (posizione a destra con le dovute variazioni per la
saltatrice mancina).
La preparazione di questo salto complesso inizia con esercitazioni elementari
assistite sulla pedana del salto in lungo, usando come zona d'imbucata e di
ricaduta la sabbia.
Infatti la principiante non deve avere anche la preoccupazione di una precisione
d'imbucata-stacco (come nel caso dell'imbucata nella cassetta regolare)
e saltando nella sabbia è costretta ad un maggior controllo della fase
di oscillazione avanti per riuscire ad atterrare in equilibrio sulla sabbia
(invece, con
la sicurezza del tappeto tende a "lasciarsi andare" e, naturalmente
"senza il controllo del movimento non ci può essere apprendimento
motorio").
Esercizio di sensibilizzazione dell'oscillazione e dell'avanzamento
saltatrice su un piano sopraelevato (40-60 cm.), impugna l'asta già imbucata
nella sabbia (larghezza impugnature 30 cm.: braccio destro disteso, sinistro
flesso)
spinta con l'arto inferiore sinistro ed oscillazione in avanti-basso con arrivo
frontale a gambe unite e semipiegate, il braccio destro mantiene la posizione
distesa.
Esercizi imitativi dell'imbucata e dello stacco
E' necessario fin dall'inizio sensibilizzare la saltatrice al contemporaneo
appoggio del puntale dell'asta e del piede dell'arto di stacco con il corpo
in massima
estensione (capacità coordinativa di differenziazione spazio temporale).
- piede destro avanti, mano dx davanti alla fronte, mano sx a 30-40 cm. di distanza
(asta inclinata avanti), gomiti vicini al tronco : azione rapida d'elevazione
delle braccia e conseguente reazione rapida d'appoggio del piede sx (linea di
forza - braccia, tronco arto di appoggio) e del puntale dell'asta sulla pista.
- piede sinistro avanti, mano dx al fianco dx, mano sx avanti-alto con il gomito
sotto (asta parallela al terreno): sulla spinta dell'arto inf. sx, elevazione
dell'asta
(mano dx davanti alla fronte, mano sx avanti-alto, asta inclinata avanti) e
contemporaneamente appoggio dell'arto inf. dx, ultimo passo dx-sx come nell'esercizio
precedente .
- due passi di corsa (sx-dx-SX) con stacco verso l'alto-avanti e ricaduta sull'arto
opposto, riprendere l'equilibrio ed eseguire più esercizi in successione
- idem con 4 passi (sx-dx-sx-dx-SX)
- idem con 6 passi (sx-dx-sx-dx-sx-dx-SX)
Gli esercizi imitativi hanno una notevole importanza, ma richiedono una costante
concentrazione che affatica presto le giovani saltatrici, pertanto tali esercizi
devono essere opportunamente dosati, diluiti nell'arco della preparazione, lasciando
presto il posto ad esercitazioni globali più motivanti (salti completi):
-Assistenza dell'allenatore, rincorsa di due, quattro o sei appoggi, imbucata,
stacco ed oscillazione avanti-alto con atterraggio in posizione frontale a gambe
unite e semipiegate. Aumentando la lunghezza della rincorsa aumenta la velocità
d'uscita dallo stacco ed aumenta l'inerzia necessaria all'oscillazione del corpo
in verticale.
-salto completo con superamento di un elastico od un'asticella opportunamente
disposta in avanti (50-100cm) e progressivamente in alto.
Gli esercizi precedenti restano sempre validi e sono usati anche dalle atlete
evolute nella fase iniziale del riscaldamento specifico prima di un allenamento
e
prima di una gara.
Riportare i precedenti esercizi sulla pedana di salto con l'asta per lo studio
della precisione della rincorsa-imbucata-stacco.
-Assistenza allenatore, rincorsa di sei appoggi "guidata" mediante
bastoni o tavolette disposte a terra (lunghezza media dei passi) , imbucata-stacco
ed
oscillazione avanti-alto, anche con superamento di un elastico od asticella.
L'esercitazione di salto con la "rincorsa guidata" permette una certa
precisione (lunghezza dei passi e ritmo dei passi) oltre ad indicare visivamente
il momento
d'inizio della presentazione dell'asta per una buona imbucata-stacco (ultimo
bastone superato con spinta arto sx , dx-SX e salto). Una volta automatizzato
il giusto ritmo della rincorsa, i bastoni vengono tolti e l'esercizio ripetuto
:
il salto con l'asta elementare è acquisito!
Tecnica del salto con l'asta flessibile.
La progressione didattica elementare, che, usando un'asta qualsiasi, ha permesso
alla principiante di saltare anche 3,00 a 13-14 anni , ha creato i fondamentali
per l'uso appropriato dell'asta flessibile.
Infatti l'asta di fibra si flette naturalmente in funzione dei seguenti presupposti:
attrezzo adeguato alle caratteristiche morfologiche ed alle capacità
condizionali della saltatrice (lunghezza e durezza dell'asta e conseguente altezza
delle impugnature)
tecnica di presentazione, imbucata e stacco
Esercizi per la sensibilizzazione della flessione e della successiva estensione
dell'asta:
-Asta adeguata alle caratteristiche dinamiche e tecniche della saltatrice, rincorsa
di 4 passi, presentazione e stacco, corpo della saltatrice in sospensione dietro
l'asta, l'allenatore guida e la sostiene nella zona scapolare (mano destra)
e nella zona addominale oppure sulla zona anteriore della coscia dell'arto di
stacco
(mano sinistra); l'asta si flette e sul ritorno l'allenatore sostiene la saltatrice
a ritornare in piedi sulla pedana.
-Rincorsa di 6-8-10 passi e sospensione con eventuale assistenza laterale dell'allenatore.
La sensazione del collegamento rincorsa-salto ed avanzamento con l'asta in flessione
dà alla saltatrice la sicurezza per la successiva fase acrobatica sull'asta.
-Salti completi con rincorse variabili in base al momento della preparazione,
adeguando il tipo d'asta e l'altezza delle impugnature.
L'asta si piega progressivamente ed il sistema avanza, la fase acrobatica del
salto prosegue con la saltatrice che distende il braccio sx creando uno stabile
fulcro
alle spalle per la "frustata avanti-alto" del corpo in verticale.
Le fasi successive del salto (infilata e volo libero), pur essendo direttamente
condizionate dal dinamismo delle fasi precedenti, devono essere preparate in
modo adeguato nella palestra d'attrezzistica.
9. Preacrobatica, acrobatica
ed attrezzistica per il salto con l’asta:
Corpo libero Verticale
Capovolta indietro e verticale
Rincorsa corta – tuffo e capovolta avanti
Rincorsa corta – stacco a due arti e salto giro avanti
Da fermo – salto giro dietro
Flic-flac (assistenza con cintura e corde laterali)
Rondata e flic-flac.
In palestra si possono effettuare molti esercizi propedeutici al salto,
in sospensione, usando attrezzi come la fune, gli anelli, la sbarra, il cavallo
e le parallele.
Fune Oscillazione a braccia
distese da un piano ad un altro sopraelevato
Da fermo - capovolta indietro ed infilata lungo la
fune
Sospensione, fune oscillante, durante l’oscillazione
in avanti capovolta ed infilata
Idem con tiro-giro-spinta e superamento di un elastico od asticella opportunamente disposta.
Anelli Dalla sospensione – capovolta ed infilata a braccia tese
Sospensione, anelli oscillanti, durante l’oscillazione in avanti capovolta ed infilata
Sospensione, oscillazione e capovolta in avanti, rilascio delle prese ed arrivo in piedi sui tappeti.
Sbarra bassa Dalla sospensione, presa poplitea
di un arto, azione pendolare e slancio dell’arto libero dall’alto in avanti-basso
ed arrivo in appoggio
ritto (propedeutico alla kippe)
Dalla sospensione, oscillazione “guidata dal tecnico”
(mantenendo le cosce aderenti alla sbarra) ed adduzione arti superiori fino
all’appoggio ritto (propedeutico
alla kippe).
Dalla sospensione, oscillazione sotto, chiusura ed uscita con il corpo ad arco.
Sbarra alta Dalla sospensione – Kippe
(assistenza iniziale con funicella sotto i piedi, o seggiolino)
Dalla sospensione – vari esercizi d’infilata:
-
ribaltata a braccia tese
-
idem con trazione finale delle braccia
-
sospensione braccia flesse, ribaltata a braccia tese e ritorno.
Cavallo Rincorsa corta - ribaltata avanti ed arrivo in piedi sui tappeti
Parallele Appoggio brachiale – kippe
Dalla sospensione – kippe
Slanciappoggio dietro ed avanti.
10. Lanci di attrezzi propedeutici
In giovane età si inizia a lanciare con attrezzi propedeutici più
agevoli sia per le impugnature, sia per il carico adeguato alle caratteristiche
morfologiche:
palloni, palline, bastoni, copertoni di biciclette, clavette, palloni con maniglia,
canne, vortex, sassi, ecc.
Un importante presupposto è la partecipazione di
tutto il corpo all’azione motoria di lancio, infatti il movimento inizia sempre
dai muscoli estensori degli
arti inferiori, prosegue con i muscoli del tronco ed infine si conclude con
i muscoli estensori degli arti superiori con gesti motori specifici di getto,
lancio e tiro.
Un altro aspetto comune a tutti i lanci è il ritmo in progressione della rincorsa,
della traslocazione e del giro o dei giri.
“Salti e sprint sono mezzi d’allenamento insostituibili per i lanci”.
In età giovanile i lanci propedeutici alle tecniche specifiche rappresentano naturalmente con i salti importanti esercitazioni di potenziamento generale.
Esercizi propedeutici ai lanci:
Pallone di 1kg
-
lanci da fermo frontali a due braccia sopra la testa (in piedi con arti
divaricati sull’asse frontale e sagittale, in ginocchio, in ginocchio su un
arto, seduti, supini)
Pallone di 2-3-4kg
-
da fermo, spinte a due braccia dal petto in avanti-alto (piedi divaricati
sull’asse frontale e sagittale) (in piedi, seduti, in ginocchio su un arto,
in ginocchio su
due arti)
-
da fermo, lanci dorsali
-
da fermo, lanci frontali dal basso in avanti-alto
-
da fermo, lanci frontali dalla torsione a dx e sx in avanti-alto
-
da fermo, lanci in alto
-
da fermo, lanci dorsali dalla torsione sx e dx in dietro-alto.
-
salita sulla panca con un arto e lancio dal petto in avanti-alto
-
cadendo dalla panca, piegamento arti inferiori e lancio dal petto in
avanti-alto
-
da seduti sopra la panca, raddrizzamento arti inferiori e lancio dal
petto in avanti-alto
-
con un passo (dx-sx o sx-dx) e lancio dal petto in avanti-alto
-
con un passo dx-sx, torsione del tronco a dx e lancio frontale dal petto
in avanti alto (idem con un passo sx-dx , torsione a sx).
Palline, sassi, vortex : lanci con un braccio propedeutici al lancio del giavellotto:
-
da fermo, arti divaricati frontali, braccio disteso dietro, arco del
corpo e lancio
-
da fermo, arti divaricati sagittali, braccio disteso dietro, semipiegamento
arto posteriore spinta e puntello attivo anteriore, arco e lancio.
-
con un passo incrociato (sx-dx-sx) e lancio alto sopra la testa
-
braccio mantenuto in linea di lancio, rincorsa corta e lancio alto sopra
la testa
Canne: lanci con un braccio propedeutici al lancio del giavellotto
-
da fermo, braccio in linea di lancio, arco dorsale e lancio
-
con un passo incrociato (sx-dx-sx) e lancio
-
canna mantenuta in linea di lancio, rincorsa corta e lancio Bastoni,
clavette, palle con maniglia, copertoni di bicicletta:lanci con un braccio propedeutici
al
lancio del disco.
-
da fermo, lanci dalla torsione propedeutici al lancio del disco:
-
con un giro o più giri, anticipo parte inferiore e lancio finale.
Lancio del disco
Sensibilizzazione impugnatura con vari esercizi di oscillazione, circonduzione e rotolamento.
Esercizi tecnici (lanciatore destro)
Posizione frontale, alcuni preliminari , dalla massima torsione possibile e dal semipiegamento, estensione degli arti inferiori e lancio in avanti.
Posizione laterale, alcuni preliminari, dalla massima torsione
attorno all’asse sinistro (linea di forza dal piede sinistro alla spalla sinistra)
e dal semipiegamento
dell’arto inferiore posteriore rapida estensione e rotazione con il braccio
lanciante decontratto e disco lontano, anche frontali e lancio in avanti-alto.
Lanci con mezzo giro (partenza laterale, piede dx al centro e peso del corpo
sull’arto inferiore sx):
ampio preliminare e raggiunta la massima torsione del tronco con il disco arretrato, spinta piede sinistro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto lontano ) rapida estensione e rotazione dell’arto inferiore destro, anche frontali ed azione finale di lancio in avanti-alto.
Lanci con giro (partenza frontale, piede sinistro appoggiato
nella parte posteriore della pedana, peso del corpo sull’arto inferiore destro
appoggiato fuori dalla
pedana): ampio preliminare e raggiunta la massima torsione del tronco con il
disco arretrato, spinta piede destro, rotazione sull’arto inferiore sinistro
semipiegato
e rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto
inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente in avanti del piede
sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto
lontano con braccio lanciante decontratto), estensione e rotazione sull’arto
inferiore
destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca destra, azione finale di lancio
in avanti-alto.
Lanci con giro (partenza dorsale):
1-2 preliminari, tronco in massima torsione e disco arretrato, spinta piede
destro e rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato (il lanciatore ruota
in equilibrio*), rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione
sull’arto inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente in avanti
del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco
sempre mantenuto lontano ) estensione e rotazione dell’arto inferiore destro,
avanzamento ed innalzamento dell’ anca ed azione finale di lancio in avanti-alto.
*esercizio propedeutico è il giro completo in equilibrio
sull’arto sx semipiegato (360°), effettuato sia con il disco, sia con un bastone
od un giavellotto sulle spalle,
ed il ritorno in doppio appoggio.
L’esercizio precedente con il disco può essere la prima parte di un esercizio più complesso per l’aspetto coordinativo dell’equilibrio e del ritmo (variante del tecnico federale Francesco Angius):
giro di 360° sul piede sx, giro completo e lancio.
11. I
fattori necessari alla pianificazione di un programma d’allenamento per le atlete
del decathlon.
L’allenamento deve essere organizzato in base allo studio dei risultati
tecnici individuali, alle caratteristiche coordinative e condizionali delle
atlete, lla valutazione
delle tabelle di punteggio e la periodizzazione deve tenere in considerazione
il calendario agonistico. Inoltre gli anni d’allenamento determinano il volume,
l’intensità
del lavoro ed il numero delle competizioni nei vari cicli agonistici.
Il numero ed il tipo
delle competizioni è molto importante, non è necessario gareggiare solo nel
decathlon ma è sufficiente gareggiare spesso nelle singole
gare oppure nel pentathlon o nell’eptathlon.
Spesso il lavoro sotto
l’aspetto metabolico e dinamico è molto simile per differenti gare, inoltre
anche la preparazione tecnica per una gara può
preparare e quindi migliorare la tecnica delle altre gare (transfert positivo):
ad esempio
-
i collegamenti tecnico-dinamici tra le esercitazioni di sprint senza
e con ostacoli e le rincorse dei salti
-
i collegamenti tecnico-dinamici tra le esercitazioni di lancio
Il piano di sviluppo della tecnica
e della forza non potrà essere che a lungo termine (almeno 7 anni) ed in ogni
ciclo di preparazione ci saranno caratteristiche
comuni (tecnica di corsa, forza e flessibilità) da allenare, mentre la preparazione
tecnica delle gare verrà suddivisa in gare principali e gare secondarie
che si alterneranno negli anni in base alla valutazione dell’entità dei miglioramenti
ed alle riserve di sviluppo.
Dipende sempre dall’atleta, ma l’allenamento per
la velocità non deve essere mai tralasciato, è di “vitale importanza”, come
correre tra gli ostacoli
fornisce un’eccellente base per molte gare sviluppando la velocità e la forza
degli arti inferiori, migliorando la mobilità articolare e creando una corsa
equilibrata ed un’attitudine mentale determinata.
Non c’è possibilità di specializzazione immediata nel decathlon perché la tecnica si evolve continuamente seguendo lo sviluppo della Forza speciale.
Le capacità coordinative di base prima e quelle speciali più complesse
poi, come l’equilibrio negli stacchi e prima e dopo il superamento degli ostacoli,
il ritmo
negli sprint senza e con ostacoli, l’abitudine alle rotazioni (disco, peso “spin”,
alto, asta ) non sono situazioni permanenti ma devono essere sempre allenate
durante tutto l’anno.
12.
Problematiche metodologiche delle corse passando dai 200 ai 400m e dagli 800
ai 1500m
Considerando quanto già detto sotto l’aspetto metabolico, ossia che i meccanismi
anaerobici di resintesi dell’ATP sono attivati in modo primario in nove gare
su dieci attraverso
-
il meccanismo alattacido nei lanci e nei salti
-
i meccanismi alattacido e lattacido nello sprint dei 100 e 110 m. ad
ostacoli e nella corsa dei 400 m.
con un’alta percentuale di fibre del tipo IIb nei
muscoli degli arti inferiori dei decatleti che porta ad usare prevalentemente
il metabolismo anaerobico lattacido,
non dovrebbero sussistere grossi problemi per preparare e correre i 400m.
La preparazione specifica sarà incentrata nell’allenamento
della resistenza alla velocità specifica mediante ripetute ad alta intensità
e lunghi recuperi su distanze
variabili dai 200 ai 500m., sulla distribuzione dello sforzo (controllo ritmico
della frequenza e della lunghezza del passo durante la prova) e sulla capacità
psicofisica d’accumulare lattato in allenamento ed in gara.
Al contrario il passaggio dagli 800m ai 1500m comporta
per la donna un grosso impegno metabolico e psichico. Mentre per gli 800 m dell’eptathlon
ci sono
meno differenze nella preparazione globale in quanto la gara ha minor bisogno
del meccanismo aerobico, per la distanza doppia è tutta un’altra storia. Infatti
i
1500m non sono correlati con nessuna altra gara del decathlon e nella norma
necessitano di potenza aerobica, ma sempre per abitudine d’allenamento la
decatleta è costretta ad usare il metabolismo anaerobico lattacido, quindi anche
in questa gara conclusiva l’organismo della decatleta usa questo tipo di
resintesi dell’ATP per portare a termine la competizione ed ad un grado molto
più elevato rispetto alle mezzofondiste. Il risultato è un'acidosi che incomincia
presto ed aumenta regolarmente durante il corso della gara dei 1500m.
I valori del lattato dei decatleti e
si presume per mancanza d’esperienza diretta anche delle decatlete, nonostante
i tempi di corsa molto peggiori
sono significantemente più alti di quelli riscontrati nei mezzofondisti e nelle
mezzofondiste, a dimostrazione di un apporto anaerobico di energia che in relazione
ai
tempi di corsa lenti è eccessivamente elevato.
Varie esperienze evidenziano che un decatleta dopo
una corsa di 4'20" nei 1500m, mostra un valore di lattato dopo gara di
più di 25 mmoli/l , infatti i valori
massimi di lattato di molti decatleti dopo i 1500 m ed i 400 m non differiscono
molto l'uno dall'altro.
L’allenamento specifico per la potenza aerobica
indurrebbe senza dubbio un miglioramento nei 1500m, ma anche limitazioni certe
alle altre nove gare che
necessitano di fibre veloci.
Pertanto l’allenamento aerobico per il decathlon
è necessario ma non sotto l’aspetto esasperato del miglioramento della potenza
aerobica per i 1500m, solo per
avere una sufficiente base di resistenza aerobica per il recupero tra le gare
e tra le giornate di gara e per permettere un allenamento di volume elevato.
La gara
dei 1500m è corsa dai decatleti su tempi di percorrenza intorno ai 4’30” allenando
principalmente l’aspetto ritmico, la distribuzione attenta dello sforzo e
l’aspetto tattico ed agonistico. Le poche esperienze agonistiche delle decatlete
denotano tempi medi molto più alti rispetto agli uomini, intorno ai 5’00/5’30”
(solo la francese Julie Martin ha corso sotto il “muro” dei 5’, esattamente
4.57.39 al Meeting d’Arles 2002).
13.
Il tecnico specialista del decathlon.
Infine facciamo un esame coerente con la pratica di come deve essere
la figura dell’allenatore di decathlon.
Certamente
deve conoscere tutte le discipline e deve avere la massima disponibilità
di tempo, essere capace di programmare ed allenare secondo modelli
tecnici precisi fin dall’inizio della preparazione giovanile finalizzando in
particolare la tecnica sui punti deboli individuali, in Italia l’esperienza
evidenzia carenze
nelle seguenti gare
lancio del disco
salto con l’asta
corsa ad ostacoli
lancio del giavellotto
E se alla
fine sono proprio necessarie e si deve ricorrere alle esperienze dei tecnici
specialisti delle singole specialità, le sedute d’allenamento devono essere
sempre coordinate e valutate dal tecnico delle prove multiple che è il solo
vero “specialista” di questa complessa e completa disciplina ed è a conoscenza
del curriculum delle sue decatlete.
Prof. Renzo Avogaro - 3392920980 - renzoavo@tin.it
Bibliografia
Peter Tschiene Per una teoria dell’allenamento giovanile
Rivista
SdS 1993
Carlo Vittori e Coll. Le gare di velocità
Centro
Studi e Ricerche Fidal 1995
Patrick Morth Un’esperienza di decathlon femminile
Rivista
N.A.Friuli 1995
U.Martin/Kelze Zwei Zehnkampf – Bestmarken
Rivista Leichtathletik 1997
Renzo Avogaro Generalità sulle prove multiple
con particolare riferimento al settore femminile
Centro
Studi e Ricerche Fidal 1999
Rolf Geese Decathlon for women
Rivista IAAF 2000
Graziano Paissan L’insegnamento dell’Atletica Leggera a scuola
Centro
Studi e Ricerche Fidal
2001
Renzo Avogaro Le basi tecniche del moderno salto con l’asta
(Appunti
per i tecnici)
2001
Hans vanKuijen Annual Combined
Events 2002
Renzo Avogaro La coordinazione nelle prove multiple
Sito Meeting
Multistars (multistars.org) 2003
Nicola Selvaggi Manuale dell’allenatore
di atletica leggera
Silvano Simeon Terza parte: i lanci
Mimmo Di Molfetta Centro Studi e Ricerche Fidal
Francesco Angius
2003
Gabriele Manfredini
Performances del decathlon femminile fino al 06-09-2003
2003
Bibliografia essenziale.