LA COORDINAZIONE MOTORIA NELLE PROVE MULTIPLE
Prof. Renzo Avogaro - Via N. Tagliaferro 30 - 50127   FIRENZE  renzoavo@tin.it

Premessa dell’autore:  
Questo studio vuol essere un contributo teorico e pratico per un  razionale  sviluppo delle qualità motorie necessarie alle Prove multiple ed all’Atletica leggera.

Come si nota dalla Bibliografia ho basato questo lavoro sulla  “coordinazione motoria” passando in rassegna le autorevoli interpretazioni sul tema specifico di alcuni pionieri della Scienza dello Sport e dell’Educazione fisica e su quanto è stato pubblicato negli ultimi venti anni dalla Scuola Centrale dello Sport del Coni e dal Centro Studi e Ricerche della Fidal.

In base agli studi ed alle esperienze di campo maturate in oltre trenta anni, dieci dei quali come responsabile della nazionale italiana di decathlon, ho cercato di mettere in evidenza tutto quanto è importante e necessario per un corretto approccio alle Prove Multiple.

Tale valutazione è basata sui dati morfologici, dinamici e tecnici di circa sessanta decatleti seguiti personalmente negli impegni nazionali ed internazionali  e sulle varie problematiche discusse con i loro Tecnici personali dall’anno 1995 ad oggi.

La conoscenza, lo studio e la programmazione dei migliori decatleti dell’ultima generazione, in particolare Cellario, Casarsa, Frullani e Ceglie, tutti atleti che venivano da precedenti  esperienze di specializzazioni singole,  mi ha convinto che i problemi tecnici delle Prove Multiple , evidenziati nei maschi in specialità come i lanci in generale ed il salto con l’asta in particolare, devono essere risolti prima in età giovanile  sulla base di una programmazione che, seguendo il naturale processo ontogenetico dei giovani atleti, permetta  l’acquisizione e lo sviluppo delle necessarie capacità fondamentali per  le abilità motorie e tecniche.

In conclusione ringrazio i Colleghi del Settore Prove Multiple e Salti del passato prossimo e del presente per le continue, interessanti e costruttive discussioni sui vari temi specifici ed i Colleghi del Settore Lanci, particolarmente i Tecnici Silvaggi, Simeon, Di Molfetta,  Brichese  ed Angius per la loro disinteressata e totale disponibilità di collaborazione.

1. La coordinazione secondo gli studiosi delle scienze motorie.

Bernstein nel 1935 definisce la coordinazione come il “processo di padroneggiamento dei gradi di libertà dell’organo in  movimento, in modo da convertirlo in un sistema controllabile”

Tale capacità di padroneggiare i gradi di libertà del movimento vuol dire passare da un sistema incontrollabile ad uno controllabile (coordinazione dell’attività motoria) definito “the Bernstein’s problem”.

Bernstein riconosce che “una relazione inequivocabile tra impulsi nervosi e movimento non può esistere poiché ogni movimento dipende da interazioni estremamente variabili”.

Nella coordinazione distinguiamo tre momenti fondamentali:
che cosa fare - come fare - quando fare per realizzare e controllare un determinato movimento.

Durante l’effettuazione del movimento sono possibili correzioni grazie alle informazioni  che provengono dal nostro corpo (propriocettività), tali correzioni sono possibili usando i gradi di libertà degli organi motori.

Anche l’italiano Luigi Calabrese cita il Bernstein:
“la comprensione della coordinazione è stata raggiunta grazie al metodo negativo, ossia attraverso il fenomeno della mancanza di coordinazione”.

L’apprendimento motorio avanza per gradi ed ogni acquisizione serve come base  per la successiva.

Esistono tre tipi di considerazioni da approfondire:
-  di carattere anatomico e funzionale
-  di carattere psicologico, ossia un’ imitazione interiorizzata (Piaget) in base all’esperienze    precedenti
-  di carattere statistico in base all’età ed all’ambiente.

Jean Le Boulch riguardo all’apprendimento motorio dice che la perfezione dell’automatismo non è nell’acquisizione rigida delle azioni muscolari, ma al contrario nelle possibilità di riorganizzazione i movimenti in situazioni differenti.

“E’ essenziale considerare la persona ed il suo corpo come un’unità espressiva che deve rispondere in maniera unificata lungo tutto il processo d’apprendimento”.

In un nuovo apprendimento distinguiamo:
una fase esplorativa (rappresentazione mentale, conoscenza e riferimenti) una fase di dissociazione (interiorizzazione degli schemi motori, controllo ed inibizione, selezione, dapprima il controllo è visivo poi sempre più propriocettivo).

una fase di stabilizzazione, attraverso numerose ripetizioni presa di coscienza e non addestramento del corpo, automatismo indipendente dal controllo superiore della corteccia cerebrale.

Gli studi sull’educazione psicomotoria di Pierre Vayer ampliano ulteriormente il concetto di coordinazione:

“Durante la prima infanzia motricità e psichismo sono strettamente uniti (Piaget, Wallon, Gesel).

Nella seconda e terza infanzia i legami non sono così stretti, ma l’unità funzionale è sempre realtà”.

La corsa è una coordinazione motoria istintiva e globale che migliorerà parallelamente con l’equilibrio generale, con la fiducia in sé e con la sua utilizzazione in situazioni sempre più complesse.

Il salto è un esercizio di coordinazione globale per eccellenza. Rappresenta sul piano educativo una coordinazione neuromotoria precisa, una lotta contro l’apprensione, un’educazione alla volontà.

Il lancio e la ricezione di palle e palloni è esercizio alla coordinazione oculo-manuale ed un’organizzazione di sé sul piano verticale (dal basso verso l’alto).

Gli esercizi di lancio rappresentano un adattamento dello sforzo muscolare ed una coordinazione ideo-motoria, , cioè la rappresentazione mentale dei gesti da compiere per giungere all’atto desiderato.   

Renato Manno in uno studio del 1984 definisce le capacità coordinative come “capacità complesse necessarie per la regolazione e l’organizzazione del movimento” ed elenca i fattori che secondo Groepler e Thiess (1976) determinano la prestazione sportiva tra gli 8 ed i 14 anni:

Le capacità motorio-sportive (condizionali e coordinative)
Le abilità motorio-sportive  (fondamentali degli sport scolastici)
Lo sviluppo ed il  grado di maturazione (età biologica)
Le dimensioni del corpo.
L’atto motorio ha sempre una finalità e per realizzarla è necessario conoscere, avere un’immagine motoria e riuscire a metterla in pratica nelle differenti situazioni ambientali.

La ripetizione del movimento tende ad automatizzarlo.  

Esiste un rapporto tra le tecniche e le capacità coordinative?
Si, di reciprocità:
le tecniche sono movimenti specifici automatizzati attraverso le ripetizioni e basati sulla coordinazione di base. Esempio: lanciare il disco con il giro necessita della capacità coordinativa dell’equilibrio, ma anche il lancio del disco con il giro migliora l’equilibrio!

Reinhardt Winter presenta lo stretto collegamento tra le capacità coordinative e le abilità tecniche evidenziato da Meinel e Schnabel nel 1987: “il fattore tecnico-coordinativo costituisce un fattore operativo indispensabile nella struttura della prestazione”.

Un’accurata formazione della coordinazione e della tecnica sportiva è la fondamentale componente dell’allenamento sportivo.

Bisogna tenere in considerazione due punti:
gli orientamenti metodologici per la formazione dei fattori tecnico-coordinativi la distinzione tra prima pubertà ed adolescenza (prima e seconda fase di maturazione) per i particolari processi biologici che influenzano lo sviluppo della tecnica coordinativa.

Prima fase puberale (prima fase di maturazione)
Ci sono cambiamenti morfologici, quindi ci sarà una “ristrutturazione delle capacità e delle abilità motorie”(1976). C’è un “ristagno ed anche una diminuzione dell’efficacia dell’uso  del potenziale fisico nel realizzare il risultato tecnico”, quindi “la necessità di ricorrere ad un’accentuazione della formazione tecnico-coordinativa dei presupposti della prestazione” (Djackov 1971).

Seconda fase puberale (adolescenza e seconda fase di maturazione)
Distinguiamo:
una differenza tra i sessi, non sotto l’aspetto della capacità d’apprendimento motorio, ma solo nei presupposti tecnico-coordinativi della prestazione che necessitano di capacità di forza massima e forza rapida in particolare nel cingolo scapolo omerale una individualizzazione e stabilizzazione crescente.

E’ essenziale apprendere le tecniche sportive e stabilizzarle, l’adolescenza è una fase particolarmente favorevole all’apprendimento di tecniche che verranno sfruttate negli anni successivi.

2. Apprendimento di abilità motorie
Il punto di partenza è lo sviluppo delle capacità coordinative di base che si sviluppano con l’acquisizione e l’elaborazione delle informazioni delle esperienze motorie e con il controllo del movimento attraverso le progressive informazioni provenienti dagli analizzatori:
tattile per le pressioni
visivo per le immagini
statico dinamico per le accelerazioni e per il controllo delle posizioni del corpo e delle singole parti del corpo (equilibrio)
acustico per i rumori e suoni cinestetico per le tensioni muscolari e la loro modulazione.

Inizialmente nei bambini l’informazione e la comprensione del movimento viene acquisita solo attraverso l’analizzatore visivo, successivamente (prima età puberale) nel controllo del movimento  subentra anche l’analizzatore cinestetico.

Le abilità motorie di base (schemi motori di base) più importanti sono l’andare a carponi, l’afferrare, il rotolare, il camminare, il correre, il saltare, il lanciare, l’arrampicarsi ed il periodo d’età tra i 6-7 anni fino ai 10 anni circa rappresenta una tappa importante del loro sviluppo.

Secondo l’opinione generale quattro sono i periodi importanti:
0-1 anno          fase della motricità riflessa
1-2 anni           fase della motricità grezza
2-6 anni           fase della motricità fondamentale, di base
7-14 anni         fase della motricità sportiva.

La capacità d’apprendimento motorio dipende dalle capacità coordinative, ma anche dai periodi di sviluppo morfologico (statura-peso).

Winter differenzia fasi sensibili e fasi critiche, ossia periodi favorevoli e periodi meno favorevoli allo sviluppo, all’allenamento con la finalità di migliorare le capacità e le abilità motorie sportive. Nei periodi favorevoli l’organismo è pronto a rispondere a stimoli motori specifici, nei periodi critici abbiamo una stasi dello sviluppo (Tabella 1).

 Tabella 1  

Femmine
Maschi

Apprendimento favorevole

8-11 anni

12-13 anni

Apprendimento non favorevole

11-13 anni

13-15 anni

Massimo sviluppo delle abilità che necessitano di forza

13-14 anni

15 anni

Importante è conoscere l’età biologica, non solo cronologica.

La metodologia si orienta  in base all’età biologica
prepuberale che comprende l’età prescolare e la fanciullezza (inizio della pubertà)
puberale (fase di maturazione sessuale)
postpuberale (adolescenza).

Nella prima fase puberale ci sono, come già detto,  cambiamenti morfologici che necessitano di “ristrutturazione delle capacità e delle abilità motorie” (Winter 1976) e determinano momentanee difficoltà nell’acquisizione di nuove tecniche sportive.

Nella seconda fase puberale riscontriamo un periodo favorevole all’apprendimento che deve essere opportunamente sfruttato.

Winter, citando Blume (1981), elenca le capacità relative all’organizzazione ed al controllo del movimento:
capacità di combinazione ed accoppiamento dei movimenti, ossia il collegamento tra le abilità motorie automatizzate ed il movimento complesso globale ( arti inferiori e superiori nei salti, nei lanci,  nelle corse ad ostacoli, ecc.), sviluppo della lateralità, ambidestrismo.

Esercitazioni:
combinazioni corsa-salto coordinazione segmentaria
sviluppo bilaterale (salti con cambio dell’arto di stacco, lanci con ambedue gli arti superiori, partenze cambiando gli arti sui blocchi, ecc.)

uso di diverse resistenze.
capacità d’orientamento spazio-temporale che permette di modificare le posizioni ed il movimento parziale e globale del corpo nello spazio e nel tempo.

Esercitazioni:
corse con ostacoli a distanze differenti
salti con uso di pedane negli appoggi finali
uso di attrezzi diversi
uso di tecniche di corsa e salto diverse.
capacità di differenziazione temporale, spaziale e dinamica per modulare le intensità di spinta (correre, saltare e lanciare a differenti intensità).

Esercitazioni:
balzi tra i cerchi a distanze variabili superamento di ostacoli ad altezza variabile lanci a distanze differenti con attrezzi di carico differente uso di vari sovraccarichi (giubbotti, cinture, cavigliere, ecc.) capacità di equilibrio statico e dinamico, il primo controllato dagli analizzatori cinestetico e tattile, il secondo dagli analizzatori vestibolare ed ottico.

Esercitazioni:
esercizi di preacrobatica ed acrobatica esercizi con rotazioni (anche con uso di mezzi vari come biciclette, pattini, ecc.) capacità di ritmizzazione , ossia capacità di contrarre e rilassare i muscoli preposti a determinati atti motori.

Esercitazioni:
guida acustica dei ritmi esecutivi (fischio, tamburello, battute di mani) progressioni ritmiche
variazioni di velocità
rincorse per i salti e lancio del giavellotto

balzi progressivi capacità di reazione motoria che si distingue in:
-    reazione semplice (partenza dei 100m) poco allenabile
-    reazione complessa (giochi sportivi) allenabile con esperienze ripetute.

Esercitazioni:
partenze a comando
partenze da varie posizioni e vari stimoli acustici

situazioni di gioco.
capacità d’adattamento e di trasformazione del movimento, ossia cambiamenti di programmi motori (giochi).

Esercitazioni:  
corse, rincorse, lanci del disco e del giavellotto con variazioni ambientali (vento favorevole, contrario, laterale).

I fattori che influenzano l’apprendimento delle abilità motorie sono:
- la costituzione fisica
- le capacità coordinative
- le capacità cognitive e psichiche (motivazione, attenzione, volontà e perseveranza, capacità di riflettere, d’analizzare, d’individuare gli errori, di controllare l’emotività, di chiedere spiegazioni, di osservare e ripetere)
-  le capacità condizionali (forza, rapidità e resistenza)
- l’interazione dell’insegnante, dell’istruttore o dell’allenatore attraverso spiegazioni, visioni ed esercitazioni
-  l’ambiente (casa, scuola, società sportiva).

Il presupposto è la condizione di forza sufficiente all’esecuzione del movimento, sia sotto l’aspetto della velocità sia sotto l’aspetto della resistenza fisica e psichica per le necessarie ripetizioni.

Nell’allenamento, per acquisire un’abilità di un movimento particolarmente complesso, assume un’importanza notevole l’aspetto cognitivo, ossia la rappresentazione del movimento (ripasso mentale) prima dell’esecuzione. Si deve considerare il movimento da effettuare sotto vari aspetti:
assegnazione del compito motorio rappresentazione e rielaborazione cognitiva del compito motorio esecuzione del compito motorio importante è confrontare, analizzare il programma di partenza ed il risultato finale.

La ripetizione del successivo movimento dovrà tenere in considerazione l’esperienza precedente. Conoscere gli errori effettuati nell’esecuzione dei movimenti precedenti aumenta la motivazione e la sicurezza di  poter migliorare le successive esecuzioni.

L’interazione tra giovane atleta ed allenatore è il presupposto più valido per un apprendimento corretto. 

Quattro sono i punti da analizzare in modo accurato :
La pratica non evidenzia in modo concorde l’ipotesi di fasi sensibili nello sviluppo dei movimenti sportivi.

Il processo di maturazione che avviene nella pubertà con cambiamenti morfologici ed ormonali (aumento produzione di testosterone particolarmente nei maschi) è considerato un momento favorevole allo sviluppo della capacità di forza e della capacità di resistenza anaerobica.

Lo sviluppo di capacità motorie di base specifiche precedentemente sviluppate. Esempio: il bambino per camminare deve prima acquisire la capacità coordinativa dell’equilibrio, la coordinazione fine ha come base la coordinazione grezza (presupposti condizionali e coordinativi). Secondo Winter, se il bambino negli anni precedenti ha fatto esperienze motorie ed ha acquisito capacità di movimento è in grado d’apprendere nuovi movimenti più complessi. Il processo d’allenamento a lungo termine deve iniziare con un allenamento di base che valorizzi la polivalenza dell’apprendimento motorio ed una formazione condizionale multilaterale.

La scuola e la società sportiva rappresentano un ambiente sociale nuovo e più stimolante, motivante verso le nuove attività motorie sportive.

Meinel e Schnaberl (1987) evidenziano tre tappe d’apprendimento motorio:

Prima tappa    
coordinazione grezza (ritmo e struttura del movimento)

Seconda tappa       
il movimento viene migliorato, raffinato, automatizzato, ma ancora condizionato da variabili (ambiente, fatica, emozione, ecc.)

Terza tappa    
stabilizzazione del movimento che non richiede più grande attenzione (abilità motoria).

In conclusione, riassumendo
5-6 anni          
si sviluppano gli schemi motori di base (marcia, corsa, salto e lancio) che rappresentano i presupposti psicomotori delle abilità motorie

8-10 anni
si sviluppano le abilità motorie sportive elementari.

Il processo d’apprendimento deve sempre tenere in considerazione
L’atleta - La tecnica - L’allenatore.

Metodi generali per lo sviluppo delle capacità coordinative Secondo Harre (1979) questi sono i metodi per lo sviluppo delle capacità coordinative:
variare il movimento variare le condizioni esterne (attrezzi, carico) combinare abilità (tecniche sportive) automatizzate

esercitare a tempo variare le informazioni aumentandole:
oltre a quelle acquisite dagli analizzatori utilizzando il video-tape, la pedana di Bosco per aumentare le possibilità di controllo o diminuendole:
-     esercitandosi ad occhi chiusi, con le orecchie tappate.
-     esercitare in stato di fatica
-     esercitare secondo compiti assegnati
-     esercitare da ambo i lati (simmetrizzazione).

Educazione del movimento attraverso:
la cooperazione tra le capacità coordinative, condizionali e cognitive (percezione, analisi, elaborazione, rielaborazione del compito motorio – memorizzazione – processi decisionali).

- la rielaborazione degli schemi motori di base (correre, saltare e lanciare) sviluppati nelle precedenti età prescolare e scolare, mediante individualizzazione delle difficoltà, del carico organico e della motivazione e diversificazione delle attività atletiche :

correre in pista, sul prato, nel bosco, in salita, in discesa saltare ostacoli naturali (siepi, piccoli tronchi, rigagnoli d’acqua, ecc.) saltare in basso, in lungo, in alto, con l’asta in lungo e con l’asta in alto

lanciare sassi, palline, palloni, canne, bastoni, copertoni, con una e due braccia, lanciare attrezzi specifici (pesi, dischi, giavellotti).

Un’ulteriore nuova “riserva di prestazione” è lo sviluppo della simmetria dei movimenti o appunto “simmetrizzazione” in particolare nei salti e nei lanci. Infatti l’uso dei metodi asimmetrico e simmetrico, oltre a rendere più armonico lo sviluppo fisico dei giovani atleti, migliora notevolmente la coordinazione e quindi la base delle tecniche sportive.

Negli anni iniziali della preparazione a lungo termine diventa necessario usare esercitazioni simmetriche che successivamente e progressivamente vengono sostituite da esercitazioni asimmetriche (specializzazione).

3. Sviluppo della motricità sportiva.
Le capacità coordinative e condizionali procedono insieme per creare i presupposti tecnico-dinamici necessari all’apprendimento di nuove e complesse tecniche.

I miglioramenti della coordinazione e della tecnica sportiva devono essere considerati tra le componenti fondamentali dell’allenamento in tutti gli sport e l’età giovanile è il momento più recettivo per la costruzione della “maestria sportiva”.

Non c’è un modello assoluto di tecnica sportiva ma stili individuali e prestazioni tecniche variabili nell’arco dell’anno e degli anni.

Le capacità coordinative vengono sviluppate nel settore di base e nel settore giovanile, cioè a livelli relativamente bassi di preparazione condizionale.

La difficoltà coordinativa viene determinata dall’esigenza di velocizzare il movimento dalla complessità del compito motorio come ad esempio, le corse ad ostacoli, i salti ed i lanci dalle esigenze dell’ambiente (stabile – pista e pedane, variabile – giocatori avversari, compagni e pallone).

C’è l’opinione che più giovane è l’età più generale è la formazione delle capacità coordinative (multilateralità). Quando il bambino, l’adolescente, il giovane atleta dimostra una predilezione verso uno sport, una specialità, allora si deve allenare per creare una coordinazione più specifica e mirata. Nell’allenamento sportivo specifico della coordinazione ritroviamo l’allenamento della stessa tecnica di gara dove coincidono le capacità coordinative con le abilità motorie.

L’evoluzione delle capacità motorie deve tener conto dell’età della massima prestazione nello sport dell’allenabilità delle stesse capacità motoriedelle “eventuali” fasi sensibili dell’allenamento nelle varie fasi di età.

In atletica ai Campionati del Mondo di Atene 97,  l’età dei vincitori è stata in media di 27 anni, sia per i maschi che per le femmine.
Secondo Volkov 1986 (tabella 2) esistono età più favorevoli per allenare e migliorare le capacità motorie, conosciute come età sensibili.

Tabella 2

Capacità motorie

Età scolastica

Pubertà 

Adolescenza

Resistenza aerobica

Allenabilità - elevata

Idem

Idem

Resistenza anaerobica

Idem

Idem

Forza Coordinazione intramuscolare)

idem ?

Idem

Idem

Forza (sezione del muscolo)

Idem

Idem

Rapidità (elevata componente di forza)

Idem

Idem

Rapidità (elevata componente coordinativa)

Idem

?

?

Capacità motorie

Idem

?

?

Coordinazione (movimenti semplici)

Idem

?

Idem ?

Coordinazione  (movimenti difficili)

Idem

?

Idem

La materia è comunque ancora controversa, infatti esistono divergenze tra gli studiosi sui periodi di sviluppo favorevole (tabella 3).

“Nessuna capacità è allenabile nella stessa misura in tutte le età” (Israel 1976), esistono periodi ontogenetici con un’allenabilità favorevole allo sviluppo di capacità motorie che si definiscono fasi sensibili specifiche per quelle specifiche capacità motorie.

Secondo alcuni studiosi le capacità motorie possono essere allenate con successo in tutto l’arco della vita, ma non hanno la stessa plasticità, ossia non possono essere modellate, sviluppate nello stesso modo (tabella 4). E’ certo e la pratica ce lo conferma che si può allenare anche  in periodi diversi, ossia si può sempre migliorare (Israel, Buhl 1982) ma le “fasi sensibili” vanno utilizzate al momento opportuno quanto più completamente è possibile per creare i presupposti della prestazione sportiva (Hirtz 1981).

Tabella 3

Capacità motorie

Maschi

Femmine

Forza rapida

9°-12°-14° anno

8°-10°-12° anno

Forza massimale

da 12 a 14 anni

da 11 a 13/14 anni

Capacità coordinative

dai 7 agli 11 anni

dai 7 agli 11 anni

Capacità di reazione

Età prescolare e dai 6/7 agli 11/12 anni

Età prescolare e dai 6/7 anni agli 11/12 anni

Capacità di movimenti  ad alta frequenza *

da 8 a 14/15 anni

da 8 a 11/12 anni

Capacità di resistenza generale

Età scolare, infanzia ed adolescenza

Età scolare, infanzia ed adolescenza

Capacità di resistenza aerobica

Età puberale

Età puberale

Capacità di resistenza anaerobica

Età puberale (stimoli)

Età puberale (stimoli)

Mobilità articolare passiva

Primi anni di vita

Primi anni di vita

Mobilità articolare attiva

da 8 ai 12-13 anni  **

da 8 ad 11-12 anni

*   successivamente la capacità migliora grazie all’aumento della forza ed al miglioramento tecnico.

** i maschi necessitano di più esercitazioni rispetto alle femmine.

Tabella 4

La plasticità delle capacità motorie durante l’età scolastica, pubertà ed adolescenza

Età

06

07

08

09

10

11

12

13

14

15

16

17

18

Mobilità articolare

                         

Capacità coordinativa

                         

Rapidità

                         

Forza

                         

Forza rapida (maschi)

                         

Forza rapida (femmine)

                         

Resistenza

                         

Spinta d’accrescimento (maschi)

                         

Spinta d’accrescimento (femmine)

                         

Esempi:
la resistenza aerobica può essere influenzata per tutta la vita la forza massima può essere influenzata maggiormente alla fine dell’adolescenza/prima età adulta rispetto all’età infantile e alla tarda età adulta le capacità coordinative sono più influenzabili nella prima metà rispetto alla seconda metà della vita.

Probabilmente la resistenza anaerobica può essere meglio allenata nella pubertà, così come la forza massimale (aumento della sezione traversa del muscolo).

Incerto e non provato se esistono differenze nel miglioramento delle capacità coordinative. Secondo Winter, l’età scolare rappresenta la migliore età per l’apprendimento motorio.. Certamente adolescenti e bambini apprendono meglio e più rapidamente i processi motori semplici rispetto agli adulti. 

I criteri per determinare i periodi più favorevoli all’allenamento devono tenere in considerazione

la capacità di apprendimento (allenabilità) la capacità di carico psicofisico il modello specifico di prestazione (capacità necessarie alla prestazione) la logica della costruzione dell’allenamento, ossia i presupposti di base necessari allo sviluppo di capacità specifiche.
Esempi: un addestramento multilaterale della coordinazione rappresenta la base di un allenamento speciale della tecnica la resistenza generale (aerobica) rappresenta la base della resistenza anaerobica lattacida il potenziamento generale rappresenta la base della forza massimale.

Secondo Graziano Paissan (2001) è necessario conoscere i “livelli evolutivi di crescita”      (Tabella 5)

Tabella 5

Livello evolutivo

Età femmine

Età maschi

Prima età scolare

6-10 anni

6-10 anni

Seconda età scolare
10-12 anni
10-13 anni

Prima fase puberale

11-12 a 13-14 anni

12-13 a 14-15 anni

Adolescenza

13-14 a 17-18 anni

14-15 a 18-19 anni

E dai 6 ai 10 anni “vi sono buoni presupposti per lo sviluppo della destrezza motoria e per il miglioramento delle capacità coordinative”

Dai 10 ai 13-14 anni per le femmine e dai 10 ai 14-15 anni per i maschi “si ha il periodo più favorevole per le tecniche sportive di base”

Dai 14 ai 18 anni per le femmine e dai 15 ai 19 anni per i maschi “si ha il periodo più favorevole per lo sviluppo delle capacità condizionali” e quindi i presupposti per la specializzazione sportiva, ossia il perfezionamento tecnico delle corse, salti e lanci.

4. Programmazione a lungo termine per l’atletica e per le prove multiple.

La tabella 6 (Avogaro 1995) mette in relazione le principali capacità coordinative e le varie espressioni di forza nelle gare delle prove multiple maschili e femminili.

Tabella 6                                                                     

Gare

Capacità coordinative

Tipo di forza

Corse

100m

reazione, ritmo

veloce esplosiva/reattiva, resistente

400

Ritmo

veloce esplosiva/resistente

800

ritmo   

Resistente

1500

Ritmo

Resistente

100H

reazione, ritmo, equilibrio, oculo-motoria

veloce esplosiva/reattiva, resistente

110H

reazione, ritmo, equilibrio, oculo-motoria

veloce esplosiva/resistente

Salti    

Lungo

ritmo, equilibrio,oculo-motoria, orientamento spaziale

veloce esplosiva/reattiva

Alto     

ritmo, equilibrio,oculo-motoria, orientamento spaziale

veloce esplosiva/reattiva

Asta

ritmo, equilibrio,oculo-motoria, orientamento spaziale

veloce esplosiva/reattiva

Lanci

Peso

ritmo, equilibrio, orientamento spaziale

veloce esplosiva

Disco

ritmo, equilibrio, orientamento spaziale

veloce esplosiva

Giavellotto

ritmo, equilibrio, orientamento spaziale

veloce esplosiva/reattiva

Programmazione pluriennale
La costruzione a lungo termine dell’allenamento della capacità di forza e della resistenza anaerobica deve sintonizzarsi con il processo di maturazione. Le capacità coordinative non hanno limitazioni, come abbiamo visto si può e si deve iniziare presto a costruire passando da abilità motorie semplici, di base ad abilità sempre più complesse come le abilità motorie sportive.

Martin e Frey (1982) concordano nel distinguere i seguenti obiettivi in altrettanti fasi:

la formazione psicomotoria multilaterale di base l’inizio della specializzazione sportiva specifica l’approfondimento dell’allenamento specifico ed in particolare:

Aspetto coordinativo e tecnico:
Rielaborare gli schemi motori di base, tra i quali si evidenziano il correre, il saltare ed il lanciare come fondamentali delle prove multiple.

Valutare  lo spazio ed il tempo.
Sviluppare le tecniche atletiche in forma elementare ma corretta (con i giusti presupposti cinetici e ritmici).
Presentare esercitazioni di  preacrobatica ed acrobatica (controllo del corpo in appoggio ed in volo).

Aspetto condizionale:
migliorare le capacità cardiovascolari e respiratorie mediante corsa campestre e circuiti di resistenza sviluppare in modo equilibrato  la muscolatura posturale  potenziare tutti i distretti muscolari nelle varie espressioni di forza (veloce, massimale e resistente) sviluppare la forza speciale per le corse, i salti ed i lanci mantenere la massima mobilità articolare (scapolo omerale, rachide e coxo femorale).      

5. Apprendimento delle tecniche atletiche in forma grezza, ma corretta.

Presentare le esercitazioni attraverso sussidi didattici  (visione di esecuzioni tecniche di atleti evoluti in gare ed in allenamenti, di filmati, di sequenze fotografiche, di disegni per creare una corretta immagine motoria (allenamento ideomotorio).

Tecnica della corsa di resistenza - Tecnica della corsa veloce - Tecnica della corsa ad ostacoli - Tecnica del salto in lungo - Tecnica del salto in alto - Tecnica del salto con l’asta - Tecnica del lancio del peso - Tecnica del lancio del disco - Tecnica del lancio del giavellotto

Secondo Peter Tschiene (1984) , riportando  Ratov 1976, l’attuale preparazione tecnica è una “contraddizione” tra la stabilità delle tecniche sportive acquisita attraverso le ripetizioni non precise per naturali carenze psicofisiche in età giovanile e la necessità di variabilità e disponibilità per rendere le tecniche sportive più precise in età  adulta.

Il continuo adattare e riadattare in base al costante sviluppo delle capacità condizionali. Forse “sarebbe meglio apprendere la forma fine, non quella grezza delle tecniche sportive”oppure usare macchine speciali per l’allenamento tecnico (ma di difficile reperibilità pratica) od effettuare i gesti tecnici con il giusto ritmo e rapidità di esecuzione pur con minore forza in età giovanile (ad esempio nei lanci uso di attrezzi più leggeri, nelle corse ad ostacoli, ostacoli più bassi e più vicini, nel salto con l’asta uso di attrezzi più corti e morbidi, ecc.). Quindi nell’allenamento a lunga scadenza è necessario sviluppare i modelli delle tecniche secondo ritmo e rapidità del movimento studiato e successivamente sviluppare la forza speciale indispensabile al risultato di livello.

6. Sviluppo dei momenti fondamentali comuni alle corse, salti e lanci.:

appoggio ed azione reattiva dei piedi - estensione completa alternata dell’arto inferiore in appoggio - mantenimento dell’equilibrio (posizione tronco, azione alternata delle braccia) ritmo finale prima d’una azione dinamica (stacco per il salto in lungo, salto in alto, salto con l’asta, spinta prima dell’ostacolo, tenuta dell’arto anteriore nel lancio del peso, disco e giavellotto).

7. CORSE
Esercizi tecnici per la corsa usando quando è possibile attrezzi per motivare l’esecuzione mirata.

Andature con cerchi, bastoni, ostacoli bassi (over), ecc. passo stacco alternato sx e dx - rimbalzi (uso elastico dei piedi) usando funicella, superando bastoni a terra, over 10-20cm

corsa balzata - balzi  alternati in lungo, in alto - doppio impulso

skip alternato su un arto (3x alternato) - skip corto, ampio, rimbalzato - calciata dietro su un arto (3x alternato) - calciata dietro, rimbalzata - Corsa sul prato, nel bosco, sulla pista

ampia - frequente - in salita - in discesa - a zig zag - indietro - in curva larga - in curva stretta - con variazioni di ritmo - in progressione - in allungo - skip corto+sprint - balzata+sprint

Corsa sprint: accelerazioni  su distante coerenti all’età ed allo sviluppo (gli atleti evoluti raggiungono la massima velocità a 50-60m, ma i giovanissimi a 10-11 anni a 15m, a12-14 anni a 20-30m).

Capacità di reazione: partenze a comando differenziato da varie posizioni, poi dalla posizione eretta sbilanciamento, appoggio in avanti di un arto ed accelerazione. Partenza dai blocchi: studio delle posizioni ( A posto! Pronti!) più comode ed efficaci per sviluppare una partenza esplosiva e coordinata.

Resistenza alla velocità su distanze di:
30-40m           per 10-12 anni
50-60m           per 13-14 anni

Resistenza generale mediante corsa continua su prato, bosco e pista, corsa frazionata e circuiti di resistenza..

Potenza aerobica
Resistenza lattacida mediante giochi per i 10-12 anni e corsa frazionata per i 13-14 anni facendo attenzione ad una bassa densità di stimoli lattacidi (1-2 volte la settimana).

Corsa ad ostacoli
L’esecuzione tecnica della corsa ad ostacoli deve essere il più possibile aderente alla corsa veloce (azione circolare degli arti inferiori, posizione del tronco, azione equilibratrice degli arti superiori).

Gli ostacoli in base all’età, alle caratteristiche morfologiche individuali ed al miglioramento della tecnica di passaggio vengono progressivamente innalzati. Anche la distanza tra gli ostacoli varia in funzione del numero dei passi dispari (3-5)per passaggi successivi con gli stessi arti di spinta e d’attacco o pari (2-4) per i passaggi successivi alternando l’arto di spinta e d’attacco (metodo simmetrico).

La corretta tecnica di passaggio dell’ostacolo deve tenere in considerazione i seguenti punti :
attacco distante dall’ostacolo (2/3 del passo di superamento ostacolo) e ripresa della corsa dopo il passaggio con appoggio vicino all’ostacolo (1/3 del passo di superamento ostacolo) (visione laterale dell’allenatore) nelle varie fasi di corsa tra gli ostacoli e passaggi mantenere sempre un allineamento in avanti dei vari segmenti corporei (visione frontale dell’allenatore)

Il ritmo dei passi tra gli ostacoli passa da un numero variabile di passi (pari o dispari) ad un numero dispari di passi ed infine ad uno studio ed esercitazioni ritmica dei tre passi ( ritmo: corto, lungo, medio).

Gli esercizi imitativi senza ostacoli sono validi ma spesso noiosi per i giovanissimi, meglio le esercitazioni globali con gli ostacoli.

6 ostacoli 50/76 cm (distanza 5 piedi), di passo esercitazioni di passaggio centrale (prima e seconda gamba), alternare gli arti  di spinta ed attacco (mobilità coxofemorale).

Di passo, superare lateralmente una fila di 5 ostacoli alti 50/76 cm con la prima o con la seconda gamba rispettando la giusta tecnica esecutiva:
spinta completa lontano dall’ostacolo - attacco ad arto flesso - ripresa della corsa con appoggio vicino all’ostacolo braccia flesse ed oscillanti che mantengono frontale il tronco.
idem di corsa lenta e con tre passi tra gli ostacoli (ritmo progressivo) - Studio della partenza dai blocchi – primo ostacolo: 8 passi.

Il giusto ritmo tra gli ostacoli, particolarmente il 2° e 3° passo prima dell’ostacolo, aiuta ad acquisire il giusto ritmo finale per effettuare anche lo stacco dei salti.

8.SALTI

Salto in lungo
Il giovane che ha raggiunto una buona tecnica nella corsa veloce ha buone possibilità di eseguire un’azione di salto efficace.

Andature tecniche per lo stacco: passo stacco di destro - passo stacco di  sinistro - passo stacco alternato valorizzando l’impulso sull’arto destro e sinistro tre passi e stacco x3 stacchi in serie (anche con il superamento di  over 10-20cm) valorizzando l’uso elastico dei piedi - il ritmo accelerato del penultimo-ultimo appoggio (stacco) - l’appoggio “ritornato” sotto del piede dell’arto di stacco il raddrizzamento completo dell’arto di stacco, busto eretto, arto libero flesso ed arti superiori in oscillazione contro laterale equilibrante ed accelerante.

La ricaduta elastica sull’arto opposto a quello di stacco e ripresa della corsa. In pedana tre passi e stacco x3 serie concludendo l’ultimo salto con la chiusura  finale - cinque passi e stacco x2 serie con chiusura finale - salti in lungo con 6 passi di rincorsa, stacco libero entro una zona ampia 100cm - salti con rincorsa completa (10-12-14 appoggi) cercando lo stacco preciso (coordinazione oculo motoria) - rincorsa 4-6 appoggi e stacco sopra pedana (100x50cm altezza 5cm) per studio delle azioni equilibranti in volo e chiusura finale rincorsa di 6 appoggi, con gli ultimi tre appoggi sopra tre pedane ad opportuna distanza  progressivamente più alte (5-10-20cm o 10-20-40cm) e salto con chiusura per lo studio del ritmo dei passi finali e delle azioni in volo.

Azioni equilibranti in volo: un passo e mezzo (stacco e chiusura).

Salto in alto
Salto in alto frontale - Salto in alto a scavalcamento ventrale - Salto in alto a forbice - Salto in alto flop - Studio delle esercitazioni di corsa in curva con raggi di curvatura sempre più piccoli (da 15 a 6m) valorizzando:
a parità di velocità di percorrenza, l’inclinazione del corpo progressivamente più accentuata la sensibilizzazione dell’appoggio differente del piede interno e del piede esterno alla curva le spinte complete ed il ritmo della corsa in progressione.

Andature di stacco in curva:
passo stacco alternato valorizzando la spinta più dinamica dell’arto interno alla curva (arto di stacco), alla conclusione dello stacco la verticalità del corpo e l’azione simultanea coordinata degli arti superiori con l’azione dell’arto di stacco (presa di contatto avanti, ammortizzazione e raddrizzamento).

Due appoggi e stacco, ricaduta sull’arto di stacco, in progressione (sx-dx-SX-sx-dx-SX-sx-dx-SX)
Esercizi di preacrobatica ed acrobatica per la fase acrobatica di valicamento in volo:

capovolta indietro - ponte - verticale - salto giro dietro - flic-flac - da fermo, salto dorsale con stacco a due arti e superamento elastico od asticella ad altezza progressivamente elevata - con due appoggi (sx–dx con rincorsa da sx e viceversa dx-sx con rincorsa da dx) ricadere in doppio appoggio dorso all’asticella, rimbalzo e superamento dorsale - rincorsa di tre o cinque appoggi e stacco toccando un oggetto posto opportunamente in alto-avanti

Salti completi:
con rincorsa corta massimo 4 appoggi (in curva) - con rincorsa media 6 appoggi (due appoggi perpendicolari all’asticella e quattro in curva) - con rincorsa lunga  8 appoggi (due appoggi perpendicolari all’asticella e sei in curva)

Salto con l’asta
Il saltatore destro impugna l’asta con la mano destra più alta e la mano sinistra più bassa, effettua lo stacco con l’arto inferiore sinistro ed oscilla in avanti-alto  a destra dell’asta.

L’allenatore assume sempre una posizione d’assistenza tale da evitare infortuni: in piedi a sinistra rispetto all’asta, mano sinistra che impugna l’asta, braccio destro libero per un eventuale aiuto “sulla zona dorsale del principiante“ nell’oscillazione avanti (posizione a destra con le dovute variazioni per il saltatore mancino).

La preparazione di questo salto complesso inizia con esercitazioni elementari assistite sulla pedana del salto in lungo, usando come zona d’imbucata e di ricaduta la sabbia.

Infatti il principiante non deve avere anche la preoccupazione di una precisione d’imbucata-stacco (come nel caso dell’imbucata nella cassetta regolare) e saltando nella sabbia è costretto ad un maggior controllo della fase di oscillazione avanti per riuscire ad atterrare in equilibrio sulla sabbia (invece, con la sicurezza del tappeto tende a “lasciarsi andare” e, naturalmente “senza il controllo del movimento non ci può essere apprendimento motorio”).

Esercizio di sensibilizzazione dell’oscillazione e dell’avanzamento

saltatore su un piano sopraelevato (40-60 cm.), impugna l’asta già imbucata nella sabbia (larghezza impugnature 30 cm.: braccio destro disteso, sinistro flesso) , spinta con l’arto inferiore sinistro ed oscillazione in avanti-basso con arrivo frontale a gambe unite e semipiegate, il braccio destro mantiene la posizione distesa.

Esercizi imitativi dell’imbucata e dello stacco

E’ necessario fin dall’inizio sensibilizzare il saltatore al contemporaneo appoggio del puntale dell’asta e del piede dell’arto di stacco con il corpo in massima estensione (capacità coordinativa di differenziazione spazio temporale).

- piede destro avanti,  mano dx davanti alla fronte, mano sx a 30-40 cm. di distanza (asta inclinata avanti), gomiti vicini al tronco : azione rapida d’elevazione delle braccia e conseguente reazione rapida d’appoggio del piede sx (linea di forza – braccia, tronco arto di appoggio) e del puntale dell’asta sulla pista.

- piede sinistro avanti, mano dx al fianco dx, mano sx avanti-alto con il gomito sotto (asta parallela al terreno): sulla spinta dell’arto inf. sx, elevazione dell’asta (mano dx davanti alla fronte, mano sx avanti-alto, asta inclinata avanti) e contemporaneamente  appoggio dell’arto inf. dx, ultimo passo dx-sx come nell’esercizio precedente .

- due passi di corsa (sx-dx-SX) con stacco verso l’alto-avanti e ricaduta sull’arto opposto, riprendere l’equilibrio ed eseguire più esercizi in successione
- idem con 4 passi (sx-dx-sx-dx-SX)
- idem con 6 passi (sx-dx-sx-dx-sx-dx-SX)

Gli esercizi imitativi hanno una notevole importanza, ma richiedono una costante concentrazione che affatica presto i giovani saltatori, pertanto tali esercizi devono essere opportunamente dosati, diluiti nell’arco della preparazione, lasciando presto il posto ad esercitazioni globali più motivanti (salti completi):

Assistenza dell’allenatore, rincorsa di due, quattro o sei appoggi, imbucata, stacco ed oscillazione avanti-alto con atterraggio in posizione frontale a gambe unite e semipiegate. Aumentando la lunghezza della rincorsa aumenta la velocità d’uscita dallo stacco, aumenta l’inerzia necessaria all’oscillazione del corpo in verticale.

salto completo con  superamento di un elastico od un’asticella opportunamente disposta in avanti (50-100cm) e progressivamente in alto.

Gli esercizi precedenti restano sempre validi e sono usati anche da atleti evoluti nella fase iniziale del riscaldamento specifico prima di un allenamento e prima di una gara.

Riportare i precedenti esercizi sulla pedana di salto con l’asta  per lo studio della precisione della rincorsa-imbucata-stacco.    

Assistenza allenatore, rincorsa di sei appoggi “guidata” mediante bastoni o tavolette disposte a terra (lunghezza media passi) , imbucata-stacco ed oscillazione avanti-alto, anche con superamento di un elastico od asticella.

L’esercitazione di salto con la “rincorsa guidata” permette una certa precisione  (lunghezza dei passi e ritmo dei passi) oltre ad indicare visivamente il momento d’inizio della presentazione dell’asta per una buona imbucata-stacco (ultimo bastone superato con spinta arto sx , dx-SX e salto). Una volta automatizzato il giusto ritmo della rincorsa, i bastoni vengono tolti e l’esercizio ripetuto :

il salto con l’asta elementare è acquisito!

Tecnica del salto con l’asta flessibile.
La progressione didattica elementare, che, usando un’asta qualsiasi,  ha permesso al principiante di saltare anche 3,00 a 12-13 anni , ha creato i fondamentali per l’uso appropriato dell’asta flessibile.

Infatti l’asta di fibra si flette naturalmente in funzione dei seguenti presupposti:
attrezzo adeguato alle caratteristiche morfologiche ed alle capacità condizionali del saltatore (lunghezza e durezza dell’asta e conseguente altezza delle impugnature)
tecnica di presentazione, imbucata e stacco
Esercizi per la sensibilizzazione della flessione e della successiva estensione  dell’asta:

Asta adeguata alle caratteristiche dinamiche e tecniche del saltatore, rincorsa di 4 passi, presentazione e stacco, corpo del saltatore in sospensione dietro l’asta, l’allenatore guida e sostiene il saltatore nella zona scapolare (mano destra) e nella zona  addominale oppure sulla zona anteriore della coscia dell’arto di stacco (mano sinistra); l’asta si flette e sul ritorno l’allenatore sostiene il saltatore  a ritornare in piedi sulla pedana.

Rincorsa di 6-8-10 passi e sospensione con eventuale assistenza laterale dell’allenatore.

La sensazione del collegamento rincorsa-salto ed avanzamento con l’asta in flessione dà al saltatore la sicurezza per la successiva fase acrobatica sull’asta.

Salti completi con rincorse variabili in base al momento della preparazione, adeguando il tipo di asta e l’altezza delle impugnature.

L’asta si piega progressivamente ed il sistema avanza, la fase acrobatica del salto prosegue con il saltatore che distende il braccio sx creando uno  stabile fulcro alle spalle per la “frustata avanti-alto” del corpo in verticale.

Le fasi successive del salto (infilata e volo libero), pur essendo direttamente condizionate dal dinamismo delle fasi precedenti, devono essere preparate in modo adeguato nella  palestra d’attrezzistica.

Preacrobatica, acrobatica ed attrezzistica per il salto con l’asta:

Corpo libero   
Verticale - Capovolta indietro e verticale - Rincorsa corta – tuffo e capovolta avanti -   Rincorsa corta – stacco a due arti e salto giro avanti 
Da fermo – salto giro dietro - Flic-flac (assistenza con cintura e corde laterali) - Rondata e flic-flac.
In palestra si possono effettuare molti esercizi propedeutici al salto, in sospensione, usando attrezzi come la fune, gli anelli, la sbarra, il cavallo e le parallele.     

Fune               
Oscillazione a braccia distese da un piano ad un altro sopraelevato
Da fermo -  capovolta indietro ed infilata lungo la fune           
Sospensione, fune oscillante, durante l’oscillazione in avanti capovolta ed infilata

Idem con tiro-giro-spinta e superamento di un elastico od asticella opportunamente disposta.

Anelli              
Dalla sospensione – capovolta ed infilata a braccia tese
Sospensione, anelli oscillanti, durante l’oscillazione in avanti capovolta ed infilata
Sospensione, oscillazione e capovolta in avanti, rilascio delle prese ed arrivo in piedi sui tappeti.

Sbarra bassa  
Dalla sospensione, presa poplitea di un arto, azione pendolare e slancio dell’arto libero dall’alto in avanti-basso ed arrivo in appoggio ritto (propedeutico alla kippe)
Dalla sospensione, oscillazione “guidata dal tecnico” (mantenendo le cosce aderenti alla sbarra) ed adduzione arti  superiori fino all’appoggio ritto (propedeutico alla kippe).
Dalla sospensione, oscillazione sotto, chiusura  ed uscita con il corpo ad arco.

Sbarra alta     
Dalla sospensione – Kippe (assistenza iniziale con funicella sotto i piedi, o seggiolino)
Dalla sospensione – vari esercizi d’infilata:
ribaltata a braccia tese idem con trazione finale delle braccia sospensione braccia flesse, ribaltata a braccia tese e ritorno.

Cavallo
Rincorsa corta - ribaltata avanti ed arrivo in piedi sui tappeti                      

Parallele         
Appoggio brachiale – kippe
Dalla sospensione – kippe
Slanciappoggio dietro ed avanti.

9.LANCI
In giovane età si inizia a lanciare con attrezzi propedeutici più agevoli sia per le impugnature, sia per il carico adeguato alle caratteristiche morfologiche:
palloni, palline, bastoni, copertoni di biciclette, clavette, palloni con maniglia, canne, vortex, sassi, ecc.

Un importante presupposto è la partecipazione di  tutto il corpo all’azione motoria di lancio, infatti il movimento inizia sempre dai muscoli estensori degli arti inferiori, prosegue con i muscoli del tronco ed infine si conclude con i muscoli estensori degli arti superiori con gesti motori specifici di getto, lancio e tiro. Un altro aspetto comune a tutti i lanci è il ritmo in progressione della rincorsa, della traslocazione e del giro o dei giri.

“Salti e sprint sono mezzi d’allenamento insostituibili per i lanci”.

In età giovanile i lanci propedeutici alle tecniche specifiche rappresentano naturalmente con i salti importanti esercitazioni di potenziamento generale.

Esercizi propedeutici:

Pallone di 1kg
lanci da fermo frontali a due braccia sopra la testa (in piedi con arti divaricati sull’asse frontale e sagittale, in ginocchio, in ginocchio su un arto, seduti, supini)

Pallone di 2-3-4kg
da fermo, spinte a due braccia dal petto in avanti-alto (piedi divaricati sull’asse frontale e sagittale) (in piedi, seduti, in ginocchio su un arto, in ginocchio su due arti)
da fermo, lanci dorsali
da fermo, lanci frontali dal basso in avanti-alto
da fermo, lanci frontali dalla torsione a dx e sx in avanti-alto
da fermo, lanci in alto
da fermo, lanci dorsali dalla torsione sx e dx  in dietro-alto.
salita sulla panca con un arto e lancio dal petto in avanti-alto cadendo dalla panca, piegamento arti inferiori e lancio dal petto in avanti-alto da seduti sopra la panca, raddrizzamento arti inferiori e lancio dal petto in avanti-alto con un passo (dx-sx o sx-dx) e lancio dal petto in avanti-alto

con un passo dx-sx, torsione del tronco a dx e lancio frontale dal petto in avanti alto (idem con un passo sx-dx , torsione a sx).

Palline, sassi, vortex (max 150gr.): lanci con un braccio propedeutici al lancio del giavellotto:
da fermo, arti divaricati frontali, braccio disteso dietro, arco del corpo e lancio da fermo, arti divaricati sagittali, braccio disteso dietro, semipiegamento arto posteriore spinta e puntello attivo anteriore, arco e lancio con un passo incrociato (sx-dx-sx) e lancio alto sopra la testa braccio mantenuto in linea di lancio, rincorsa corta e lancio alto sopra la testa

Canne: lanci con un braccio propedeutici al lancio del giavellotto da fermo, braccio in linea di lancio, arco dorsale e lancio con un passo incrociato (sx-dx-sx) e lancio canna mantenuta in linea di lancio, rincorsa corta e lancio alto
Bastoni, clavette, palle con maniglia, copertoni di bicicletta:lanci con un braccio propedeutici al lancio del disco.
da fermo, lanci in torsione propedeutici al lancio del disco: con un giro o più giri, anticipo parte inferiore e lancio finale.

Lancio del peso

Esercizi tecnici tecnica classica (lanciatore destro):

Da fermo, lancio frontale: posizione frontale alla direzione di lancio, torsione del tronco e semipiegamento degli arti inferiori, lancio in avanti-alto.

Lancio da fermo: posizione laterale alla direzione del lancio, semipiegamento dell’arto posteriore in appoggio sull’avampiede, torsione di 90° del tronco sull’asse “arto anteriore-spalla”, spinta arto posteriore ed anche frontali, prestiramento, apertura e chiusura dell’arto superiore libero e spinta finale del braccio lanciante.

Lancio completo: partenza dorsale, traslocazione dinamica e radente mediante spinta dell’arto inferiore posteriore  coordinata con il calcio dietro-basso dell’arto inferiore libero, tronco inclinato, asse delle spalle  ruotato di 90°, braccio libero disteso ed addotto. Arrivo in posizione finale con l’arto posteriore semipiegato, arto inferiore anteriore disteso, il finale inizia con l’estensione e la rotazione dell’arto inferiore posteriore attorno all’asse del puntello anteriore (linea spalla-piede), le anche  frontali ed l’attrezzo arretrato (prestiramento muscoli del tronco), il braccio libero flesso al gomito si apre per fuori e rapidamente si compatta con il tronco, concludono il lancio la contemporanea azione di puntello dell’arto inferiore anteriore e la spinta finale del braccio lanciante (m. pettorali, deltoide anteriore, tricipite e flessori palmari), cambio di posizione degli appoggi degli arti inferiori per restare in pedana.

Esercizi tecnici tecnica rotatoria (lanciatore destro):

Lanci da fermo.
Lanci con 1/2 giro, piede destro al centro pedana e peso del corpo sull’arto inferiore sinistro, torsione del tronco  a destra, spinta piede sinistro e rotazione sull’avampiede destro, appoggio rapido  piede sinistro in direzione di lancio, anticipo anca e lancio finale.

Lancio completo: partenza dorsale, tronco in massima torsione a dx e peso appoggiato lateralmente al collo, spinta piede destro e rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato (il lanciatore ruota in equilibrio), sulla spinta dell’arto sinistro rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato  e rapido appoggio radente  in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione) estensione e rotazione dell’arto inferiore destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca ed azione finale di lancio in avanti-alto, cambio.

Lancio del disco
Sensibilizzazione impugnatura con vari esercizi di oscillazione, circonduzione e rotolamento.

Esercizi tecnici (lanciatore destro)
Posizione frontale, alcuni preliminari , dalla massima torsione possibile e dal semipiegamento, estensione degli arti inferiori e lancio in avanti.

Posizione laterale, alcuni preliminari, dalla massima torsione attorno all’asse sinistro (linea di forza dal piede sinistro alla spalla sinistra) e dal semipiegamento dell’arto inferiore posteriore  rapida estensione e rotazione con il  braccio lanciante decontratto e disco lontano,  anche frontali e lancio in avanti-alto.

Lanci con mezzo giro (partenza laterale, piede dx al centro e peso del corpo sull’arto inferiore sx):
ampio preliminare e raggiunta la massima torsione del tronco con il disco arretrato, spinta piede sinistro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato  e rapido appoggio radente  in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto lontano ) rapida estensione e rotazione dell’arto inferiore destro, anche frontali ed azione finale di lancio in avanti-alto.

Lanci con giro (partenza frontale, piede sinistro appoggiato nella parte posteriore della pedana, peso del corpo sull’arto inferiore destro appoggiato fuori dalla pedana):

ampio preliminare e raggiunta la massima torsione del tronco con il disco arretrato, spinta piede destro, rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato  e rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente  in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto lontano con braccio lanciante decontratto), estensione e rotazione sull’arto inferiore destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca destra, azione finale di lancio in avanti-alto.

Lanci con giro (partenza dorsale):
1-2 preliminari, tronco in massima torsione e disco arretrato, spinta piede destro e rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato (il lanciatore ruota in equilibrio*), rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato  e rapido appoggio radente  in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto lontano ) estensione e rotazione dell’arto inferiore destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca ed azione finale di lancio in avanti-alto.

*esercizio propedeutico è il giro completo in equilibrio sull’arto sx semipiegato (360°), effettuato sia con il disco, sia con un bastone od un giavellotto sulle spalle, ed il ritorno in doppio appoggio.

L’esercizio precedente con il disco può essere la prima parte di un esercizio più complesso per l’aspetto coordinativo dell’equilibrio e del ritmo (variante del tecnico federale Francesco Angius): giro di 360° sul piede sx, giro completo e lancio. 

Lancio del giavellotto (lanciatore destro)
Andature con giavellotto in linea, parallelo  all’asse delle spalle ed in direzione di lancio (attrezzo impugnato con la mano supinata ed il braccio decontratto): balzi laterali uniti-divaricati,  skip laterale, passi laterali incrociati, passi d’impulso successivi .

Lanci in movimento (di passo e di corsa): passi incrociati mantenendo l’attrezzo in linea, appoggio anticipato del piede destro  ed appoggio in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio), lancio teso (anche a bersaglio).

Lanci con cinque appoggi (di passo e di corsa): incrocio arto inferiore destro sull’arto inferiore  sinistro, spinta arto inferiore destro, appoggio piede sinistro (d’impulso), spinta dinamica e radente ed appoggio anticipato del piede destro e del piede sinistro (posizione finale di lancio) e lancio in avanti.

Lancio completo:
La rincorsa si divide in due parti ed è caratterizzata da un ritmo progressivo:
- fase ciclica : 8-10 passi di corsa frontale con il giavellotto sopra la spalla destra (non presente nelle fasi iniziali dell’apprendimento tecnico).
- fase aciclica:  4-6passi (speciali) effettuati di fianco, mantenendo il giavellotto in linea di lancio (giavellotto parallelo all’asse delle spalle).

L’attrezzo viene arretrato nel primo passo speciale (dall’appoggio sinistro al destro), la mano del braccio lanciante è supinata e leggermente più alta della spalla destra, il puntale del giavellotto accanto allo zigomo destro. Gli appoggi anticipano le anche e le spalle, il terzultimo appoggio (sinistro d’impulso) è più dinamico e radente  per anticipare l’appoggio del piede destro con un angolo di 45° rispetto alla direzione di lancio e l’appoggio del piede sinistro in avanti (puntello).

L’appoggio quasi simultaneo anticipato dell’arto inferiore destro e dell’arto inferiore sinistro determina l'arresto del sistema lanciatore-attrezzo ed il conseguente veloce ribaltamento in avanti-alto della parte alta del corpo, la spinta dell’arto inferiore destro proietta  le anche verso il puntello sinistro creando i presupposti biomeccanici (prestiramento ed arco di forza) per l’ottimale frustata finale del braccio lanciante con anticipo del gomito che passa alto vicino alla fronte e successivamente della mano che tira l’attrezzo in alto-avanti con un angolo d’attacco chiuso (0° rispetto all’angolo d’uscita).

Prof. Renzo Avogaro - Via N. Tagliaferro 30 -50127         FIRENZE                 renzoavo@tin.it

Bibliografia            
Italo                Perotto           Teoria dell’Educazione fisica  - G.De Bono Editore 1963
Luigi                Calabrese        L’apprendimento motorio tra i 5 e 10 anni – Armando Editore 1974
Pierre              Vayer               Educazione psicomotoria nell’età scolastica – Armando Editore 1974
Jean                Le Boulch         Verso una scienza del movimento umano – Introduzione alla psicocin   psicomotricità – Armando Editore 1975                    
Renato            Manno             Le capacità coordinative – SdS n.1 anno 1984
Hermann         Rieder              Migliorare la tecnica – SdS n.2 anno 1984
Peter               Tschiene          Problemi attuali della preparazione tecnica dell’atleta –

              SdS n.3 anno 1984
Alberto Madella            Atletica leggera e capacità coordinative – SdS n.2 anno 1985
Reinhardt        Winter             Il problema delle fasi sensibili nell’età infantile e giovanile, concetto posizioni di principio e conoscenze attuali

(prima parte) – SdS n. 6 anno 1986    (seconda parte) – SdS n.7/8 anno 1987

Wlodzimierz     Starosta          Alcuni problemi della tecnica sportiva – SdS n.9 anno 1987
Reinhardt          Winter             Le fasi sensibili – SdS n.28/29 anno 1993
Jurgen                Baur                Allenamento e fasi sensibili –SdS n.28/29 anno 1993
Wlodzimierz     Starosta          L’esistenza di periodi sensibili e critici nello sviluppo della coordinazione motoria – SdS n.28/29 anno 1993
Peter                  Tschiene          Per una teoria dell’allenamento giovanile – SdS n.28/29 anno 1993
Reinhardt        Winter              La formazione dei presupposti tecnico organizzativi della prestazione sportiva in età giovanile – SdS n.33 anno 1995
Domenico       Di Molfetta         Il lancio del giavellotto : tecnica, didattica e metodologia –Supplemento al n.6 anno 1995 Centro Studi e Documentazione Fidal.
Neumeier/Mechling                Allenamento generale o specifico della coordinazione? –

SdS n.36 anno 1996
Albert              Conzelman
      Lo sviluppo delle capacità motorie – SdS n.44  anno 1998               
Verchoshanskij/Bellotti           Teoria oppure pratica nell’apprendimento della coordinazione motoria? – SdS n.50 anno 2000
Graziano          Paissan            L’insegnamento dell’Atletica Leggera a scuola – Centro Studi e Ricerche 2001
Vladimir           Ljah                 Alcuni problemi della coordinazione motoria. Le idee di Berstein

                                                         SdS n.53 anno 2001
Wlodzimierz     Starosta 
         La differenziazione laterale dei movimenti alla luce della teoria del

                                                        Bernstein - SdS n.53 anno 2001                   
Nicola                Selvaggi  
        Manuale dell’allenatore di atletica leggera..
Silvano             Simeon            Terza parte: i lanci
Domenico        Di Molfetta       Centro Studi e Ricerche Fidal - 2003

Ed un particolare ringraziamento al tecnico federale Francesco Angius per la sua grande disponibilità tecnica ed teorica.                 

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