Prof. Renzo Avogaro - Via N. Tagliaferro 30 - 50127 FIRENZE renzoavo@tin.it |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Premessa dell’autore: Come si nota dalla Bibliografia ho basato questo lavoro sulla “coordinazione motoria” passando in rassegna le autorevoli interpretazioni sul tema specifico di alcuni pionieri della Scienza dello Sport e dell’Educazione fisica e su quanto è stato pubblicato negli ultimi venti anni dalla Scuola Centrale dello Sport del Coni e dal Centro Studi e Ricerche della Fidal. In base agli studi ed alle esperienze di campo maturate in oltre trenta anni, dieci dei quali come responsabile della nazionale italiana di decathlon, ho cercato di mettere in evidenza tutto quanto è importante e necessario per un corretto approccio alle Prove Multiple. Tale valutazione è basata sui dati morfologici, dinamici e tecnici di circa sessanta decatleti seguiti personalmente negli impegni nazionali ed internazionali e sulle varie problematiche discusse con i loro Tecnici personali dall’anno 1995 ad oggi. La conoscenza, lo studio e la programmazione dei migliori decatleti dell’ultima generazione, in particolare Cellario, Casarsa, Frullani e Ceglie, tutti atleti che venivano da precedenti esperienze di specializzazioni singole, mi ha convinto che i problemi tecnici delle Prove Multiple , evidenziati nei maschi in specialità come i lanci in generale ed il salto con l’asta in particolare, devono essere risolti prima in età giovanile sulla base di una programmazione che, seguendo il naturale processo ontogenetico dei giovani atleti, permetta l’acquisizione e lo sviluppo delle necessarie capacità fondamentali per le abilità motorie e tecniche. In conclusione ringrazio i Colleghi del Settore Prove Multiple e Salti del
passato prossimo e del presente per le continue, interessanti e costruttive
discussioni sui vari temi specifici ed i Colleghi del Settore Lanci, particolarmente
i Tecnici Silvaggi, Simeon, Di Molfetta, Brichese ed Angius per la loro disinteressata
e totale disponibilità di collaborazione. Bernstein nel 1935 definisce la coordinazione come il “processo di padroneggiamento dei gradi di libertà dell’organo in movimento, in modo da convertirlo in un sistema controllabile” Tale capacità di padroneggiare i gradi di libertà del movimento vuol dire passare da un sistema incontrollabile ad uno controllabile (coordinazione dell’attività motoria) definito “the Bernstein’s problem”. Bernstein riconosce che “una relazione inequivocabile tra impulsi nervosi e movimento non può esistere poiché ogni movimento dipende da interazioni estremamente variabili”. Nella coordinazione distinguiamo
tre momenti fondamentali: Durante l’effettuazione del movimento sono possibili correzioni grazie alle informazioni che provengono dal nostro corpo (propriocettività), tali correzioni sono possibili usando i gradi di libertà degli organi motori. Anche l’italiano Luigi Calabrese
cita il Bernstein: L’apprendimento motorio avanza per gradi ed ogni acquisizione serve come base per la successiva. Esistono tre tipi di considerazioni
da approfondire: Jean Le Boulch riguardo all’apprendimento motorio dice che la perfezione dell’automatismo non è nell’acquisizione rigida delle azioni muscolari, ma al contrario nelle possibilità di riorganizzazione i movimenti in situazioni differenti. “E’ essenziale considerare la persona ed il suo corpo come un’unità espressiva che deve rispondere in maniera unificata lungo tutto il processo d’apprendimento”. In un nuovo apprendimento
distinguiamo: Gli studi sull’educazione psicomotoria di Pierre Vayer ampliano ulteriormente il concetto di coordinazione: “Durante la prima infanzia motricità e psichismo sono strettamente uniti (Piaget, Wallon, Gesel). Nella seconda e terza infanzia i legami non sono così stretti, ma l’unità funzionale è sempre realtà”. La corsa è una coordinazione motoria istintiva e globale che migliorerà parallelamente con l’equilibrio generale, con la fiducia in sé e con la sua utilizzazione in situazioni sempre più complesse. Il salto è un esercizio di coordinazione globale per eccellenza. Rappresenta sul piano educativo una coordinazione neuromotoria precisa, una lotta contro l’apprensione, un’educazione alla volontà. Il lancio e la ricezione di palle e palloni è esercizio alla coordinazione oculo-manuale ed un’organizzazione di sé sul piano verticale (dal basso verso l’alto). Gli esercizi di lancio rappresentano un adattamento dello sforzo muscolare ed una coordinazione ideo-motoria, , cioè la rappresentazione mentale dei gesti da compiere per giungere all’atto desiderato. Renato Manno in uno studio del 1984 definisce le capacità coordinative come “capacità complesse necessarie per la regolazione e l’organizzazione del movimento” ed elenca i fattori che secondo Groepler e Thiess (1976) determinano la prestazione sportiva tra gli 8 ed i 14 anni: Le capacità motorio-sportive
(condizionali e coordinative) La ripetizione del movimento tende ad automatizzarlo. Reinhardt Winter presenta lo stretto collegamento tra le capacità coordinative e le abilità tecniche evidenziato da Meinel e Schnabel nel 1987: “il fattore tecnico-coordinativo costituisce un fattore operativo indispensabile nella struttura della prestazione”. Un’accurata formazione della coordinazione e della tecnica sportiva è la fondamentale componente dell’allenamento sportivo. Bisogna tenere in considerazione
due punti: Prima fase puberale (prima
fase di maturazione) Seconda fase puberale (adolescenza
e seconda fase di maturazione) E’ essenziale apprendere le tecniche sportive e stabilizzarle, l’adolescenza è una fase particolarmente favorevole all’apprendimento di tecniche che verranno sfruttate negli anni successivi. 2. Apprendimento di abilità
motorie Inizialmente nei bambini l’informazione e la comprensione del movimento viene acquisita solo attraverso l’analizzatore visivo, successivamente (prima età puberale) nel controllo del movimento subentra anche l’analizzatore cinestetico. Le abilità motorie di base (schemi motori di base) più importanti sono l’andare a carponi, l’afferrare, il rotolare, il camminare, il correre, il saltare, il lanciare, l’arrampicarsi ed il periodo d’età tra i 6-7 anni fino ai 10 anni circa rappresenta una tappa importante del loro sviluppo. Secondo l’opinione generale
quattro sono i periodi importanti: La capacità d’apprendimento motorio dipende dalle capacità coordinative, ma anche dai periodi di sviluppo morfologico (statura-peso). Winter differenzia fasi sensibili e fasi critiche, ossia periodi favorevoli e periodi meno favorevoli allo sviluppo, all’allenamento con la finalità di migliorare le capacità e le abilità motorie sportive. Nei periodi favorevoli l’organismo è pronto a rispondere a stimoli motori specifici, nei periodi critici abbiamo una stasi dello sviluppo (Tabella 1). Tabella 1
Importante è conoscere l’età biologica, non solo cronologica. La metodologia si orienta in base all’età biologica Nella prima fase puberale ci sono, come già detto, cambiamenti morfologici che necessitano di “ristrutturazione delle capacità e delle abilità motorie” (Winter 1976) e determinano momentanee difficoltà nell’acquisizione di nuove tecniche sportive. Nella seconda fase puberale riscontriamo un periodo favorevole all’apprendimento che deve essere opportunamente sfruttato. Winter, citando Blume (1981),
elenca le capacità relative all’organizzazione ed al controllo del movimento: Esercitazioni: uso di diverse resistenze. Esercitazioni: Esercitazioni: Esercitazioni: Esercitazioni: balzi progressivi capacità di reazione motoria
che si distingue in: Esercitazioni: situazioni di gioco. Esercitazioni: I fattori che influenzano
l’apprendimento delle abilità motorie sono: Il presupposto è la condizione di forza sufficiente all’esecuzione del movimento, sia sotto l’aspetto della velocità sia sotto l’aspetto della resistenza fisica e psichica per le necessarie ripetizioni. Nell’allenamento, per acquisire
un’abilità di un movimento particolarmente complesso, assume un’importanza notevole
l’aspetto cognitivo, ossia la rappresentazione del movimento (ripasso mentale)
prima dell’esecuzione. Si deve considerare il movimento da effettuare sotto
vari aspetti: La ripetizione del successivo movimento dovrà tenere in considerazione l’esperienza precedente. Conoscere gli errori effettuati nell’esecuzione dei movimenti precedenti aumenta la motivazione e la sicurezza di poter migliorare le successive esecuzioni. L’interazione tra giovane atleta ed allenatore è il presupposto più valido per un apprendimento corretto. Quattro sono i punti da analizzare
in modo accurato : Il processo di maturazione che avviene nella pubertà con cambiamenti morfologici ed ormonali (aumento produzione di testosterone particolarmente nei maschi) è considerato un momento favorevole allo sviluppo della capacità di forza e della capacità di resistenza anaerobica. Lo sviluppo di capacità motorie di base specifiche precedentemente sviluppate. Esempio: il bambino per camminare deve prima acquisire la capacità coordinativa dell’equilibrio, la coordinazione fine ha come base la coordinazione grezza (presupposti condizionali e coordinativi). Secondo Winter, se il bambino negli anni precedenti ha fatto esperienze motorie ed ha acquisito capacità di movimento è in grado d’apprendere nuovi movimenti più complessi. Il processo d’allenamento a lungo termine deve iniziare con un allenamento di base che valorizzi la polivalenza dell’apprendimento motorio ed una formazione condizionale multilaterale. La scuola e la società sportiva rappresentano un ambiente sociale nuovo e più stimolante, motivante verso le nuove attività motorie sportive. Meinel e Schnaberl (1987) evidenziano tre tappe d’apprendimento motorio: Prima tappa Seconda tappa Terza tappa In conclusione, riassumendo 8-10 anni Il processo d’apprendimento
deve sempre tenere in considerazione Metodi generali per lo sviluppo
delle capacità coordinative Secondo Harre (1979) questi
sono i metodi per lo sviluppo delle capacità coordinative: esercitare a tempo variare le informazioni aumentandole: Educazione del movimento
attraverso: - la rielaborazione degli schemi motori di base (correre, saltare e lanciare) sviluppati nelle precedenti età prescolare e scolare, mediante individualizzazione delle difficoltà, del carico organico e della motivazione e diversificazione delle attività atletiche : correre in pista, sul prato, nel bosco, in salita, in discesa saltare ostacoli naturali (siepi, piccoli tronchi, rigagnoli d’acqua, ecc.) saltare in basso, in lungo, in alto, con l’asta in lungo e con l’asta in alto lanciare sassi, palline, palloni, canne, bastoni, copertoni, con una e due braccia, lanciare attrezzi specifici (pesi, dischi, giavellotti). Un’ulteriore nuova “riserva di prestazione” è lo sviluppo della simmetria dei movimenti o appunto “simmetrizzazione” in particolare nei salti e nei lanci. Infatti l’uso dei metodi asimmetrico e simmetrico, oltre a rendere più armonico lo sviluppo fisico dei giovani atleti, migliora notevolmente la coordinazione e quindi la base delle tecniche sportive. Negli anni iniziali della preparazione a lungo termine diventa necessario usare esercitazioni simmetriche che successivamente e progressivamente vengono sostituite da esercitazioni asimmetriche (specializzazione). 3. Sviluppo della motricità sportiva. I miglioramenti della coordinazione e della tecnica sportiva devono essere considerati tra le componenti fondamentali dell’allenamento in tutti gli sport e l’età giovanile è il momento più recettivo per la costruzione della “maestria sportiva”. Non c’è un modello assoluto di tecnica sportiva ma stili individuali e prestazioni tecniche variabili nell’arco dell’anno e degli anni. Le capacità coordinative vengono sviluppate nel settore di base e nel settore giovanile, cioè a livelli relativamente bassi di preparazione condizionale. La difficoltà coordinativa viene determinata dall’esigenza di velocizzare il movimento dalla complessità del compito motorio come ad esempio, le corse ad ostacoli, i salti ed i lanci dalle esigenze dell’ambiente (stabile – pista e pedane, variabile – giocatori avversari, compagni e pallone). C’è l’opinione che più giovane è l’età più generale è la formazione delle capacità coordinative (multilateralità). Quando il bambino, l’adolescente, il giovane atleta dimostra una predilezione verso uno sport, una specialità, allora si deve allenare per creare una coordinazione più specifica e mirata. Nell’allenamento sportivo specifico della coordinazione ritroviamo l’allenamento della stessa tecnica di gara dove coincidono le capacità coordinative con le abilità motorie. L’evoluzione delle capacità motorie deve tener conto dell’età della massima prestazione nello sport dell’allenabilità delle stesse capacità motoriedelle “eventuali” fasi sensibili dell’allenamento nelle varie fasi di età. In atletica ai Campionati del Mondo di Atene 97, l’età dei vincitori è stata
in media di 27 anni, sia per i maschi che per le femmine. Tabella 2
La materia è comunque ancora controversa, infatti esistono divergenze tra gli studiosi sui periodi di sviluppo favorevole (tabella 3). “Nessuna capacità è allenabile nella stessa misura in tutte le età” (Israel 1976), esistono periodi ontogenetici con un’allenabilità favorevole allo sviluppo di capacità motorie che si definiscono fasi sensibili specifiche per quelle specifiche capacità motorie. Secondo alcuni studiosi le capacità motorie possono essere allenate con successo in tutto l’arco della vita, ma non hanno la stessa plasticità, ossia non possono essere modellate, sviluppate nello stesso modo (tabella 4). E’ certo e la pratica ce lo conferma che si può allenare anche in periodi diversi, ossia si può sempre migliorare (Israel, Buhl 1982) ma le “fasi sensibili” vanno utilizzate al momento opportuno quanto più completamente è possibile per creare i presupposti della prestazione sportiva (Hirtz 1981). Tabella 3
* successivamente la capacità migliora grazie all’aumento della forza ed al miglioramento tecnico. ** i maschi necessitano di più esercitazioni rispetto alle femmine. Tabella 4 La plasticità delle capacità motorie durante l’età scolastica, pubertà ed adolescenza
Esempi: Probabilmente la resistenza anaerobica può essere meglio allenata nella pubertà, così come la forza massimale (aumento della sezione traversa del muscolo). Incerto e non provato se esistono differenze nel miglioramento delle capacità coordinative. Secondo Winter, l’età scolare rappresenta la migliore età per l’apprendimento motorio.. Certamente adolescenti e bambini apprendono meglio e più rapidamente i processi motori semplici rispetto agli adulti. I criteri per determinare i periodi più favorevoli all’allenamento devono tenere in considerazione la capacità di apprendimento (allenabilità) la capacità di carico psicofisico il modello specifico di prestazione
(capacità necessarie alla prestazione) la logica della costruzione
dell’allenamento, ossia i presupposti di base necessari allo sviluppo di capacità
specifiche. Secondo Graziano Paissan (2001) è necessario conoscere i “livelli evolutivi di crescita” (Tabella 5) Tabella 5
E dai 6 ai 10 anni “vi sono buoni presupposti per lo sviluppo della destrezza motoria e per il miglioramento delle capacità coordinative” Dai 10 ai 13-14 anni per le femmine e dai 10 ai 14-15 anni per i maschi “si ha il periodo più favorevole per le tecniche sportive di base” Dai 14 ai 18 anni per le femmine e dai 15 ai 19 anni per i maschi “si ha il periodo più favorevole per lo sviluppo delle capacità condizionali” e quindi i presupposti per la specializzazione sportiva, ossia il perfezionamento tecnico delle corse, salti e lanci. 4. Programmazione a lungo termine per l’atletica e per le prove multiple. La tabella 6 (Avogaro 1995) mette in relazione le principali capacità coordinative e le varie espressioni di forza nelle gare delle prove multiple maschili e femminili. Tabella 6
Programmazione pluriennale Martin e Frey (1982) concordano
nel distinguere i seguenti obiettivi in altrettanti fasi: Valutare lo spazio ed il tempo. Aspetto condizionale: 5. Apprendimento delle tecniche atletiche in forma grezza, ma corretta. Presentare le esercitazioni attraverso sussidi didattici (visione di esecuzioni tecniche di atleti evoluti in gare ed in allenamenti, di filmati, di sequenze fotografiche, di disegni per creare una corretta immagine motoria (allenamento ideomotorio). Tecnica della corsa di resistenza - Tecnica della corsa veloce - Tecnica della corsa ad ostacoli - Tecnica del salto in lungo - Tecnica del salto in alto - Tecnica del salto con l’asta - Tecnica del lancio del peso - Tecnica del lancio del disco - Tecnica del lancio del giavellotto Secondo Peter Tschiene (1984) , riportando Ratov 1976, l’attuale preparazione tecnica è una “contraddizione” tra la stabilità delle tecniche sportive acquisita attraverso le ripetizioni non precise per naturali carenze psicofisiche in età giovanile e la necessità di variabilità e disponibilità per rendere le tecniche sportive più precise in età adulta. Il continuo adattare e riadattare in base al costante sviluppo delle capacità condizionali. Forse “sarebbe meglio apprendere la forma fine, non quella grezza delle tecniche sportive”oppure usare macchine speciali per l’allenamento tecnico (ma di difficile reperibilità pratica) od effettuare i gesti tecnici con il giusto ritmo e rapidità di esecuzione pur con minore forza in età giovanile (ad esempio nei lanci uso di attrezzi più leggeri, nelle corse ad ostacoli, ostacoli più bassi e più vicini, nel salto con l’asta uso di attrezzi più corti e morbidi, ecc.). Quindi nell’allenamento a lunga scadenza è necessario sviluppare i modelli delle tecniche secondo ritmo e rapidità del movimento studiato e successivamente sviluppare la forza speciale indispensabile al risultato di livello. 6. Sviluppo dei momenti fondamentali comuni alle corse, salti e lanci.: appoggio ed azione reattiva dei piedi - estensione completa alternata dell’arto inferiore in appoggio - mantenimento dell’equilibrio (posizione tronco, azione alternata delle braccia) ritmo finale prima d’una azione dinamica (stacco per il salto in lungo, salto in alto, salto con l’asta, spinta prima dell’ostacolo, tenuta dell’arto anteriore nel lancio del peso, disco e giavellotto). 7. CORSE Andature con cerchi, bastoni, ostacoli bassi (over), ecc. passo stacco alternato sx e dx - rimbalzi (uso elastico dei piedi) usando funicella, superando bastoni a terra, over 10-20cm corsa balzata - balzi alternati in lungo, in alto - doppio impulso skip alternato su un arto (3x alternato) - skip corto, ampio, rimbalzato - calciata dietro su un arto (3x alternato) - calciata dietro, rimbalzata - Corsa sul prato, nel bosco, sulla pista ampia - frequente - in salita - in discesa - a zig zag - indietro - in curva larga - in curva stretta - con variazioni di ritmo - in progressione - in allungo - skip corto+sprint - balzata+sprint Corsa sprint: accelerazioni su distante coerenti all’età ed allo sviluppo (gli atleti evoluti raggiungono la massima velocità a 50-60m, ma i giovanissimi a 10-11 anni a 15m, a12-14 anni a 20-30m). Capacità di reazione: partenze a comando differenziato da varie posizioni, poi dalla posizione eretta sbilanciamento, appoggio in avanti di un arto ed accelerazione. Partenza dai blocchi: studio delle posizioni ( A posto! Pronti!) più comode ed efficaci per sviluppare una partenza esplosiva e coordinata. Resistenza alla velocità
su distanze di: Resistenza generale mediante corsa continua su prato, bosco e pista, corsa frazionata e circuiti di resistenza.. Potenza aerobica Gli ostacoli in base all’età, alle caratteristiche morfologiche individuali ed al miglioramento della tecnica di passaggio vengono progressivamente innalzati. Anche la distanza tra gli ostacoli varia in funzione del numero dei passi dispari (3-5)per passaggi successivi con gli stessi arti di spinta e d’attacco o pari (2-4) per i passaggi successivi alternando l’arto di spinta e d’attacco (metodo simmetrico). La corretta tecnica di passaggio
dell’ostacolo deve tenere in considerazione i seguenti punti : Il ritmo dei passi tra gli ostacoli passa da un numero variabile di passi (pari o dispari) ad un numero dispari di passi ed infine ad uno studio ed esercitazioni ritmica dei tre passi ( ritmo: corto, lungo, medio). Gli esercizi imitativi senza ostacoli sono validi ma spesso noiosi per i giovanissimi, meglio le esercitazioni globali con gli ostacoli. 6 ostacoli 50/76 cm (distanza 5 piedi), di passo esercitazioni di passaggio centrale (prima e seconda gamba), alternare gli arti di spinta ed attacco (mobilità coxofemorale). Di passo, superare lateralmente
una fila di 5 ostacoli alti 50/76 cm con la prima o con la seconda gamba rispettando
la giusta tecnica esecutiva: Il giusto ritmo tra gli ostacoli, particolarmente il 2° e 3° passo prima dell’ostacolo, aiuta ad acquisire il giusto ritmo finale per effettuare anche lo stacco dei salti. 8.SALTI Salto in lungo Andature tecniche per lo stacco: passo stacco di destro - passo stacco di sinistro - passo stacco alternato valorizzando l’impulso sull’arto destro e sinistro tre passi e stacco x3 stacchi in serie (anche con il superamento di over 10-20cm) valorizzando l’uso elastico dei piedi - il ritmo accelerato del penultimo-ultimo appoggio (stacco) - l’appoggio “ritornato” sotto del piede dell’arto di stacco il raddrizzamento completo dell’arto di stacco, busto eretto, arto libero flesso ed arti superiori in oscillazione contro laterale equilibrante ed accelerante. La ricaduta elastica sull’arto opposto a quello di stacco e ripresa della corsa. In pedana tre passi e stacco x3 serie concludendo l’ultimo salto con la chiusura finale - cinque passi e stacco x2 serie con chiusura finale - salti in lungo con 6 passi di rincorsa, stacco libero entro una zona ampia 100cm - salti con rincorsa completa (10-12-14 appoggi) cercando lo stacco preciso (coordinazione oculo motoria) - rincorsa 4-6 appoggi e stacco sopra pedana (100x50cm altezza 5cm) per studio delle azioni equilibranti in volo e chiusura finale rincorsa di 6 appoggi, con gli ultimi tre appoggi sopra tre pedane ad opportuna distanza progressivamente più alte (5-10-20cm o 10-20-40cm) e salto con chiusura per lo studio del ritmo dei passi finali e delle azioni in volo. Azioni equilibranti in volo: un passo e mezzo (stacco e chiusura). Salto in alto Andature di stacco in curva: Due appoggi e stacco, ricaduta
sull’arto di stacco, in progressione (sx-dx-SX-sx-dx-SX-sx-dx-SX) capovolta indietro - ponte - verticale - salto giro dietro - flic-flac - da fermo, salto dorsale con stacco a due arti e superamento elastico od asticella ad altezza progressivamente elevata - con due appoggi (sx–dx con rincorsa da sx e viceversa dx-sx con rincorsa da dx) ricadere in doppio appoggio dorso all’asticella, rimbalzo e superamento dorsale - rincorsa di tre o cinque appoggi e stacco toccando un oggetto posto opportunamente in alto-avanti Salti completi: Salto con l’asta L’allenatore assume sempre una posizione d’assistenza tale da evitare infortuni: in piedi a sinistra rispetto all’asta, mano sinistra che impugna l’asta, braccio destro libero per un eventuale aiuto “sulla zona dorsale del principiante“ nell’oscillazione avanti (posizione a destra con le dovute variazioni per il saltatore mancino). La preparazione di questo salto complesso inizia con esercitazioni elementari assistite sulla pedana del salto in lungo, usando come zona d’imbucata e di ricaduta la sabbia. Infatti il principiante non deve avere anche la preoccupazione di una precisione d’imbucata-stacco (come nel caso dell’imbucata nella cassetta regolare) e saltando nella sabbia è costretto ad un maggior controllo della fase di oscillazione avanti per riuscire ad atterrare in equilibrio sulla sabbia (invece, con la sicurezza del tappeto tende a “lasciarsi andare” e, naturalmente “senza il controllo del movimento non ci può essere apprendimento motorio”). Esercizio di sensibilizzazione dell’oscillazione e dell’avanzamento saltatore su un piano sopraelevato (40-60 cm.), impugna l’asta già imbucata nella sabbia (larghezza impugnature 30 cm.: braccio destro disteso, sinistro flesso) , spinta con l’arto inferiore sinistro ed oscillazione in avanti-basso con arrivo frontale a gambe unite e semipiegate, il braccio destro mantiene la posizione distesa. Esercizi imitativi dell’imbucata e dello stacco E’ necessario fin dall’inizio sensibilizzare il saltatore al contemporaneo appoggio del puntale dell’asta e del piede dell’arto di stacco con il corpo in massima estensione (capacità coordinativa di differenziazione spazio temporale). - piede destro avanti, mano dx davanti alla fronte, mano sx a 30-40 cm. di
distanza (asta inclinata avanti), gomiti vicini al tronco : azione rapida d’elevazione
delle braccia e conseguente reazione rapida d’appoggio del piede sx (linea di
forza – braccia, tronco arto di appoggio) e del puntale dell’asta sulla pista. Gli esercizi imitativi hanno una notevole importanza, ma richiedono una costante concentrazione che affatica presto i giovani saltatori, pertanto tali esercizi devono essere opportunamente dosati, diluiti nell’arco della preparazione, lasciando presto il posto ad esercitazioni globali più motivanti (salti completi): Assistenza dell’allenatore, rincorsa di due, quattro o sei appoggi, imbucata, stacco ed oscillazione avanti-alto con atterraggio in posizione frontale a gambe unite e semipiegate. Aumentando la lunghezza della rincorsa aumenta la velocità d’uscita dallo stacco, aumenta l’inerzia necessaria all’oscillazione del corpo in verticale. salto completo con superamento di un elastico od un’asticella opportunamente disposta in avanti (50-100cm) e progressivamente in alto. Gli esercizi precedenti restano sempre validi e sono usati anche da atleti evoluti nella fase iniziale del riscaldamento specifico prima di un allenamento e prima di una gara. Riportare i precedenti esercizi sulla pedana di salto con l’asta per lo studio della precisione della rincorsa-imbucata-stacco. Assistenza allenatore, rincorsa di sei appoggi “guidata” mediante bastoni o tavolette disposte a terra (lunghezza media passi) , imbucata-stacco ed oscillazione avanti-alto, anche con superamento di un elastico od asticella. L’esercitazione di salto con la “rincorsa guidata” permette una certa precisione (lunghezza dei passi e ritmo dei passi) oltre ad indicare visivamente il momento d’inizio della presentazione dell’asta per una buona imbucata-stacco (ultimo bastone superato con spinta arto sx , dx-SX e salto). Una volta automatizzato il giusto ritmo della rincorsa, i bastoni vengono tolti e l’esercizio ripetuto : il salto con l’asta elementare è acquisito! Tecnica del salto con l’asta
flessibile. Infatti l’asta di fibra si
flette naturalmente in funzione dei seguenti presupposti: Asta adeguata alle caratteristiche dinamiche e tecniche
del saltatore, rincorsa di 4 passi, presentazione e stacco, corpo del saltatore
in sospensione dietro l’asta, l’allenatore guida e sostiene il saltatore nella
zona scapolare (mano destra) e nella zona addominale oppure sulla zona anteriore
della coscia dell’arto di stacco (mano sinistra); l’asta si flette e sul ritorno
l’allenatore sostiene il saltatore a ritornare in piedi sulla pedana. La sensazione del collegamento rincorsa-salto ed avanzamento con l’asta in flessione dà al saltatore la sicurezza per la successiva fase acrobatica sull’asta. Salti completi con rincorse variabili in base al momento della preparazione, adeguando il tipo di asta e l’altezza delle impugnature. L’asta si piega progressivamente ed il sistema avanza, la fase acrobatica del salto prosegue con il saltatore che distende il braccio sx creando uno stabile fulcro alle spalle per la “frustata avanti-alto” del corpo in verticale. Le fasi successive del salto (infilata e volo libero), pur essendo direttamente condizionate dal dinamismo delle fasi precedenti, devono essere preparate in modo adeguato nella palestra d’attrezzistica. Preacrobatica, acrobatica ed attrezzistica per il salto con l’asta: Corpo libero Fune Idem con tiro-giro-spinta e superamento di un elastico od asticella opportunamente disposta. Anelli Sbarra bassa Sbarra alta Cavallo Parallele 9.LANCI Un importante presupposto è la partecipazione di tutto il corpo all’azione motoria di lancio, infatti il movimento inizia sempre dai muscoli estensori degli arti inferiori, prosegue con i muscoli del tronco ed infine si conclude con i muscoli estensori degli arti superiori con gesti motori specifici di getto, lancio e tiro. Un altro aspetto comune a tutti i lanci è il ritmo in progressione della rincorsa, della traslocazione e del giro o dei giri. “Salti e sprint sono mezzi d’allenamento insostituibili per i lanci”. In età giovanile i lanci propedeutici alle tecniche specifiche rappresentano naturalmente con i salti importanti esercitazioni di potenziamento generale. Esercizi propedeutici: Pallone di 1kg Pallone di 2-3-4kg con un passo dx-sx, torsione del tronco a dx e lancio frontale dal petto in avanti alto (idem con un passo sx-dx , torsione a sx). Palline, sassi, vortex (max
150gr.): lanci con un braccio propedeutici al lancio del giavellotto: Canne: lanci con un braccio
propedeutici al lancio del giavellotto da fermo, braccio in linea
di lancio, arco dorsale e lancio con un passo incrociato (sx-dx-sx)
e lancio canna mantenuta in linea
di lancio, rincorsa corta e lancio alto Lancio del peso Esercizi tecnici tecnica classica (lanciatore destro): Da fermo, lancio frontale: posizione frontale alla direzione di lancio, torsione del tronco e semipiegamento degli arti inferiori, lancio in avanti-alto. Lancio da fermo: posizione laterale alla direzione del lancio, semipiegamento dell’arto posteriore in appoggio sull’avampiede, torsione di 90° del tronco sull’asse “arto anteriore-spalla”, spinta arto posteriore ed anche frontali, prestiramento, apertura e chiusura dell’arto superiore libero e spinta finale del braccio lanciante. Lancio completo: partenza dorsale, traslocazione dinamica e radente mediante spinta dell’arto inferiore posteriore coordinata con il calcio dietro-basso dell’arto inferiore libero, tronco inclinato, asse delle spalle ruotato di 90°, braccio libero disteso ed addotto. Arrivo in posizione finale con l’arto posteriore semipiegato, arto inferiore anteriore disteso, il finale inizia con l’estensione e la rotazione dell’arto inferiore posteriore attorno all’asse del puntello anteriore (linea spalla-piede), le anche frontali ed l’attrezzo arretrato (prestiramento muscoli del tronco), il braccio libero flesso al gomito si apre per fuori e rapidamente si compatta con il tronco, concludono il lancio la contemporanea azione di puntello dell’arto inferiore anteriore e la spinta finale del braccio lanciante (m. pettorali, deltoide anteriore, tricipite e flessori palmari), cambio di posizione degli appoggi degli arti inferiori per restare in pedana. Esercizi tecnici tecnica rotatoria (lanciatore destro): Lanci da fermo. Lancio completo: partenza dorsale, tronco in massima torsione a dx e peso appoggiato lateralmente al collo, spinta piede destro e rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato (il lanciatore ruota in equilibrio), sulla spinta dell’arto sinistro rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione) estensione e rotazione dell’arto inferiore destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca ed azione finale di lancio in avanti-alto, cambio. Lancio del disco Esercizi tecnici (lanciatore
destro) Posizione laterale, alcuni preliminari, dalla massima torsione attorno all’asse sinistro (linea di forza dal piede sinistro alla spalla sinistra) e dal semipiegamento dell’arto inferiore posteriore rapida estensione e rotazione con il braccio lanciante decontratto e disco lontano, anche frontali e lancio in avanti-alto. Lanci con mezzo giro (partenza
laterale, piede dx al centro e peso del corpo sull’arto inferiore sx): Lanci con giro (partenza frontale, piede sinistro appoggiato nella parte posteriore della pedana, peso del corpo sull’arto inferiore destro appoggiato fuori dalla pedana): ampio preliminare e raggiunta la massima torsione del tronco con il disco arretrato, spinta piede destro, rotazione sull’arto inferiore sinistro semipiegato e rapido appoggio al centro della pedana del piede destro, rotazione sull’arto inferiore destro semipiegato e rapido appoggio radente in avanti del piede sinistro (posizione finale di lancio con tronco in torsione e disco sempre mantenuto lontano con braccio lanciante decontratto), estensione e rotazione sull’arto inferiore destro, avanzamento ed innalzamento dell’ anca destra, azione finale di lancio in avanti-alto. Lanci con giro (partenza
dorsale): *esercizio propedeutico è il giro completo in equilibrio sull’arto sx semipiegato (360°), effettuato sia con il disco, sia con un bastone od un giavellotto sulle spalle, ed il ritorno in doppio appoggio. L’esercizio precedente con il disco può essere la prima parte di un esercizio più complesso per l’aspetto coordinativo dell’equilibrio e del ritmo (variante del tecnico federale Francesco Angius): giro di 360° sul piede sx, giro completo e lancio. Lancio del giavellotto (lanciatore
destro) Lanci in movimento (di passo e di corsa): passi incrociati mantenendo l’attrezzo
in linea, appoggio anticipato del piede destro ed appoggio in avanti del piede
sinistro (posizione finale di lancio), lancio teso (anche a bersaglio). Lancio completo: L’attrezzo viene arretrato nel primo passo speciale (dall’appoggio sinistro
al destro), la mano del braccio lanciante è supinata e leggermente più alta
della spalla destra, il puntale del giavellotto accanto allo zigomo destro.
Gli appoggi anticipano le anche e le spalle, il terzultimo appoggio (sinistro
d’impulso) è più dinamico e radente per anticipare l’appoggio del piede destro
con un angolo di 45° rispetto alla direzione di lancio e l’appoggio del piede
sinistro in avanti (puntello). Prof. Renzo Avogaro - Via N. Tagliaferro 30 -50127 FIRENZE renzoavo@tin.it Bibliografia SdS n.3 anno 1984 (prima parte) – SdS n. 6
anno 1986 (seconda parte)
– SdS n.7/8 anno 1987 SdS n.36 anno 1996 SdS n.53 anno 2001 Bernstein - SdS n.53 anno
2001 Ed un particolare ringraziamento al tecnico federale Francesco Angius per la sua grande disponibilità tecnica ed teorica. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||